Paolo TassìBruxelles2026 - Pop, Indie

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Un singolo d'esordio che trasforma la nostalgia di casa in un indie pop dal gusto retrò, in bilico tra malinconia e luminosità.

La spleen di un ragazzo di 25 anni che, osservando le sfere di acciaio che compongono l'Atomium di André e Jean Polak, non prova altro che nostalgia di casa. È stata questa probabilmente la scintilla creativa - vissuta in prima persona - che ha permesso a Paolo Tassì di scrivere Bruxelles, il suo singolo d'esordio.

Prodotto in completa indipendenza insieme a Giulio Catarinelli (mix) e Filippo Passamonti (master), il primo brano dell'artista perugino classe 2000 è infatti un vero e proprio inno allahomesickness: quella stretta allo stomaco che "arriva all’improvviso, di notte, come i lavori in corso, come una rissa in centro", quando ci si ritrova lontani dalle persone e dai luoghi che ci hanno visto crescere.

Una ferita emotiva, legata a filo doppio alla perdita di punti di riferimento affettivi e culturali, tradotta in musica da Paolo Tassì attraverso un sound dolceamaro. Nelle strofe dominano infatti synth morbidi e atmosferici, dal forte retrogusto retrò, che richiamano quelli sfoggiati da artisti come Calcutta e thegiornalisti nella golden age dell’indie. Una volta giunti al ritornello il pezzo cambia decisamente dinamica, aprendosi con un guizzo più funky e incisivo ai ritmi uptempo dell'italodisco, su cui vengono adagiate chitarre brillanti e linee di basso rotonde e ultra melodiche.

A conti fatti, Bruxelles è un brano dalla forte anima pop che, nonostante attinga a piene mani da un immaginario sonoro squisitamente vintage, è in grado di proporre tre minuti di ascolto fresco, piacevole e davvero curato: cosa da non sottovalutare vista la sua natura completamente self-made.

Un piccolo anthem per tutte quelle persone costrette a vivere lontano da casa per studio, lavoro o semplice destino. Tanti, tantissimi ragazzi e ragazze che, quando addentano un piatto di pasta fatto come si deve, scorrono le vecchie foto sul telefono o chiudono una chiamata con la mamma o con gli amici "rimasti al paese", si ritrovano sempre quella maledetta lacrimuccia che affiora, senza chiedere il permesso.

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La recensione Bruxelles di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-02-08 01:41:59

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