CASPIOCOSA RESTERÀ DI NOI2026 - Rock, Alternativo

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Un disco sporco, vero e piacevolmente fuori tempo.

Cosa resterà di noi, nuovo lavoro dei Caspio, è senza dubbio uno di quei dischi necessari. Necessario a chi è cresciuto con un certo background musicale, a chi non è più un adolescente ma non capisce come si sia trovato ad avere quasi quarant'anni. Necessario a chi sa che forse rimanere nascosti dentro una crepa alla fine lo salverà, mentre le onde travolgono tutto. 

Fin dal primo ascolto si capisce che non è un album costruito per compiacere algoritmi o rincorrere mode. È un disco che respira, che si concede pause, che sa quando spingere sull’acceleratore e quando lasciarsi addormentare dolcemente.

L’impronta sonora è dichiarata ma mai derivativa. I riferimenti al grunge anni Novanta sono evidenti, dalle chitarre abrasive ai ritornelli che esplodono improvvisi. L’ombra degli Smashing Pumpkins e dei Pixies aleggia più volte tra le tracce. Ma la radice più riconoscibile resta quella italiana, con echi dei primi Verdena che emergono soprattutto nei momenti più ruvidi e viscerali.

La forza del disco sta proprio nella sua imperfezione. Cosa resterà di noi non vuole essere perfetto: è crudo, spesso spigoloso, e conserva quella grana quasi “live” che oggi si sente sempre meno nei dischi rock. Si percepiscono la sala prove, l’amplificatore che vibra, la voce che a tratti sembra sul punto di incrinarsi. È un suono che guarda ad altri tempi e ad altre realtà

Tra i momenti più significativi spicca “Cambiare”, probabilmente uno dei brani più diretti del disco: un pezzo che cresce ascolto dopo ascolto, una sorta di catarsi rumorosa. “Ti manca l’aria” invece lavora più sull’atmosfera, con una tensione che esplode solo quando serve

Poi c’è “Come me e te”, condivisa con i Voina, che introduce un dialogo interessante tra due sensibilità affini della scena alternativa italiana. 

Il filo che tiene insieme tutto è la domanda suggerita dal titolo. È la domanda di chi si guarda intorno e fatica a riconoscere il mondo in cui è cresciuto. Le canzoni parlano di perdita, di identità che cambiano, di generazioni che si ritrovano improvvisamente adulte senza aver capito quando è successo.

Ma dentro questa inquietudine non c’è solo disillusione. Le canzoni dei Caspio non restano ferme nel rimpianto ma continuano a cercare incessantemente un varco. 

Un disco che ci voleva, perché mancava da qualche tempo alla nostra scena musicale. 

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La recensione COSA RESTERÀ DI NOI di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-06 07:48:00

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