Il primo EP della band veronese si rivela un elaborato solido, articolato e che non resta incasellato in una collocazione temporale precisa. Ci sono tutte le potenzialità per sviluppi di sempre maggiore caratura
Il primo album è sempre un momento significativo nella vita artistica di un gruppo, in special modo quando arriva dopo tre anni trascorsi, principalmente, a definire al meglio il proprio stile rodando l'approccio in esibizioni live; il frutto di questa prima stagione creativa per No Sex Before Marriage si intitola "Diana", extended play distribuito in forma autonoma tramite DistroKid.
Sette tracce che, proprio dalla band veronese, vengono definite come un sogno lucido: con ancora addosso evidenti i segni del post punk, il sound si apre a suggestioni mediterranee, a un basso vellutato che fascia la sezione ritmica spingendo le canzoni verso un processo evolutivo ancora in essere, per composizioni stratificate, il cui segno comune è il rock ma c'è molto spazio per la melodia, per dilatare i tempi e godersi tutte le vibrazioni che ogni passaggio sul pentagramma può portare in dote. Scelta azzeccata, in tale contesto, declinare le parole in lingua inglese, aprendosi a potenziale audience molto più esteso, per un progetto che non si trova comodo in situazioni strettamente perimetrate, e neanche le cerca.
Una pregio di questo disco breve ma significativo è che potrebbe risultare attuale, convincente e pienamente nel tempo tanto nel 2006, quanto nel 2016 e nel 2026. Merito a No Sex Before Marriage per fare musica originale e padroneggiarla senza incertezze.
Di sicuro il presente lascia spazio a potenzialità e fiducia verso i prossimi sviluppi.
---
La recensione Diana di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-26 18:51:46

COMMENTI