Stefano BrunoForme uniche della continuità nello spazio2026 - Cantautoriale, Pop, Elettronica

Forme uniche della continuità nello spazioprecedente

Un flusso di coscienza che, tra "guerre stellari" e piccoli gesti quotidiani, unisce cantautorato contemporaneo ed elettronica vintage.

Nonostante la scaramanzia che può essere naturalmente legata a una data storicamente sfortunata, Stefano Bruno sceglie di sfidare la sorte, pubblicando il suo nuovo singolo, Forme uniche della continuità nello spazio, proprio di venerdì 13.

Licenziato dall’indipendente MAIONESE PROJECT su distribuzione Artist First, l’ultimo brano del musicista milanese classe ’90 rielabora il concetto di movimento che anima l’opera simbolo del Futurismo da cui prende il titolo, trasformandolo in un flusso di immagini, pensieri e inquietudini sospese tra dimensione personale e il caos "generale" del nostro presente.

Una sorta di joyciano stream of consciousness che, alternando strofe ipertrofiche e ritornelli più incisivi, figli di quel cantautorato italiano colto à la Franco Battiato, restituisce la visione di un individuo sospeso traiperconnessione digitale e perdita di orientamento rispetto al mondo reale. Versi che, tra lucidità e spaesamento, si muovono con naturalezza tra piccoli gesti e percezioni intime ("Oggi è proprio un bel giorno per essere vivi") prima di esplodere in visioni apocalittiche e cosmiche dominate da "Guerre stellari, tempeste ormonali e armi chimiche in mano a pazzi che seminano strazio".

Questo continuo slittamento lirico tra interiorità e dimensione macroscopica si adagia su una strumentale composta da Benjamin Biolay e Pierre Jaconelli, che guarda al pop elettronico crepuscolare dei Depeche Mode impreziosendolo con interventi di harpsichord - o synth mascherati da tali - il cui timbro richiama il caratteristico suono "cavalleresco" del clavicembalo. Un dettaglio capace di donare al brano una patina "analogica" e vintage, con un piacevole retrogusto psichedelico.

Forme uniche della continuità nello spazio è in definitiva un ottimo pezzo di cantautorato contemporaneo, che unisce una scrittura libera e immaginifica a sonorità digitali raffinate, facendo convivere passato e modernità in maniera sorprendentemente armoniosa. Un singolo in grado di dimostrare come, quando la musica funziona davvero, anche la superstizione legata a una data di pubblicazione infelice, finisce inevitabilmente per passare in secondo piano.

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La recensione Forme uniche della continuità nello spazio di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-13 11:27:00

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