Un Ep ruvido e diretto che guarda al rock italiano degli anni ’90, tra chitarre abrasive e qualche buona intuizione.
Fuori asse per sfiorarti, il nuovo Ep di sei tracce firmato da Frenk Bosio, si muove dentro un immaginario rock che guarda con decisione agli anni ’90. Le coordinate sono abbastanza chiare: chitarre abrasive, un certo gusto per la tensione emotiva e un modo di cantare che richiama quella tradizione italiana a metà tra urgenza e disincanto, con rimandi evidenti agli Afterhours e a Giorgio Canali, ma anche a gruppi come Litfiba e Timoria.
Il suono è ruvido, piuttosto diretto, costruito su chitarre che spingono e una sezione ritmica che punta più sull’energia che sulla rifinitura. L’ep procede senza troppi giri: sei brani rapidi, quasi tutti costruiti su strutture semplici e su un’idea di rock che preferisce l’impatto immediato alla ricerca sonora.
Tra i momenti che funzionano meglio ci sono “Senza ritorno” e “Non sono Superman”, probabilmente i pezzi più convincenti del lotto. Qui Bosio e i The Ferguson Frog trovano un equilibrio più naturale tra melodia e spinta elettrica: i ritornelli restano in testa e l’esecuzione ha una compattezza che altrove si intravede soltanto.
Nel resto dell’Ep emergono alcune fragilità. Le influenze sono molto presenti e a volte prendono il sopravvento, dando la sensazione di un linguaggio ancora in cerca di una voce davvero personale.
“Fuori asse per sfiorarti” resta comunque un lavoro sincero, che punta tutto sull’istinto e sull’urgenza. Non sempre riesce a trasformare quell’energia in canzoni memorabili, ma lascia intravedere un’identità possibile, soprattutto in ottica futura.
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La recensione Fuori Asse Per Sfiorarti di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-15 09:15:50

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