Prima stanza a destraLa ragazza che suonava il piano2026 - Pop, Elettronica

Disco della settimanaLa ragazza che suonava il pianoprecedente

Col suo secondo ep in due anni Prima stanza a destra consolida l'idea che è possibile un nuovo pop, misterioso, sensuale, pieno di chiaroscuri

Hai meno di 25 anni e la tua musica suona come quella di chi sta sempre con il muso affacciato oltre le Alpi, oltre l'Oceano Atlantico, non tanto per una venerazione esterofila della materia, ma perché i venti che arrivano da fuori il Bel Paese servono ad arricchire ciò che si fa a casa, in studio, in cameretta. Quella di Prima stanza a destra è una musica che è ibrida proprio dalla sua nascita. Figlia del pop da cameretta dell'età del covid, ma allo stesso tempo sofisticata e piena di attimi elettronici che mostrano un grande lavoro fatto in ambito di produzione.

Poi però c'è la sua voce. Un sussurro, un sospiro che si emancipa da tutte le cantate in corsivo sentite in questi anni, da tutte le sillabe masticate per pigrizia o per posa. La voce di Prima stanza a destra è il primo indizio di un'attitudine diversa nella creazione della musica pop. Nuova linfa di stranezza, quasi fantasy, ma parlando delle stesse cose di sempre, come l'amore, la necessità di avere qualcuno al proprio fianco, o - come recita il titolo della prima traccia di questo ep - la paura del futuro, leitmotiv vecchio come il mondo che è stato portato nella GenZ dagli Psicologi più di un lustro fa.

La ragazza che suonava il pianoè un ep di appena 20 minuti che ha la densità di un full lenght, perché non fa le cose a metà, non concepisce l'idea di abbozzare qualcosa e di lasciarlo sul piatto. In questo risiede il cinismo buono di questo artista misterioso, di cui non ci viene nemmeno voglia di scoprire l'identità, almeno finché la sua musica sarà così convincente da tenerci lontano da altre curiosità morbose. Cinismo che lo porta a confezionare i suoi pezzi con abiti molto eleganti e allo stesso tempo luminosi, in una durata che raramente supera i 120 secondi.

Prima stanza a destra è un ragazzo senza volto perfetto per la sua generazione, veloce nella creazione - il primo ep, AMANDA, vedeva la luce poco più di un anno fa -, ma molto sensuale, a differenza di tanti colleghi gelidi e seriosi. Quello che esce da La ragazza che suonava il piano è un abbozzo di pop music molto futuribile, che si pensa in modo giocoso, che tiene in conto l'idea di perdere il controllo, che lavora più che può su un'idea vincente fino quasi a renderla ripetitiva. 

In questo lavoro ci sono brani che si somigliano, pattern sonori che si ripetono in modo quasi metodico, come per consolidare un immaginario, definire l'immagine di un artista che brano dopo brano si sta definendo. Prima stanza a destra è gentile, ma mai molle, ha il fascino del chiaroscuro, delle strade sconosciute illuminate dai neon. In questo secondo ep ha capito il valore delle pause prima dei ritornelli, delle micro variazioni sul tema. Ha una dedizione che stona con il nostro music business, arraffazzonato, provinciale e senza gusto. Continua a tenere il muso oltre il confine, per portare a casa sonorità e atmosfere. E noi ne siamo molto felici.

 

---
La recensione La ragazza che suonava il piano di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-06 00:57:00

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autoreavvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussioneInvia