Clo.Ser4232026 - Cantautoriale, Pop, Folk

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Una ballata irish folk "venetizzata", divisa tra la laguna della Serenissima e il Venezuela.

Ascoltando 423, il nuovo singolo di Clo.Ser, moniker dietro cui si cela il cantautore veneto Claudio Callegaro, si ha la sensazione di trovarsi davanti a uno di quei brani provenienti da una stagione precisa della musica italiana: quella in cui la canzone popolare sapeva essere colta senza diventare distante, mettendo al centro vite comuni attraversate dall’ingiustizia o semplicemente da una sorte poco generosa.

Una cifra stilistica che collega inevitabilmente l'ultimo brano del musicista veneto con la grande tradizione folk cantautoralenostrana. Proprio come le ballate tragicamente umane di Fabrizio De André (La canzone di Marinella) e le narrazioni intime e civili di Francesco Guccini (In morte di S.F. e Amerigo), anche 423 prende forma attorno a una storia vera, con un protagonista "in carne e ossa".

Stiamo parlando di Alberto Trentini, cooperante umanitario originario del Lido di Venezia, arrestato in Venezuela nel 2024 senza alcuna accusa formale e liberato dopo più di un anno di detenzione. Una storia conclusasi fortunatamente con un lieto fine, che per lunghi mesi ha tenuto con il fiato sospeso l'intera comunità veneziana, mobilitatasi per chiedere il rilascio di un suo onesto e generoso concittadino, impegnato nell’assistenza alle persone con disabilità di Caracas e finito suo malgrado vittima della profonda corruzione politica di un luogo in cui stava soltanto cercando di fare del bene.

Giunto a Caracas nel Venezuela
Con volontari di ogni bandiera
Senza parole o motivo apparente
Viene arrestato
Come un delinquente

Canta Clo.Ser nel suo ultimo brano. Il racconto dei 423 giorni di prigionia vissuti da Trentini - che danno il titolo alla canzone - prende forma in una ballata costruita attorno a un brillante intreccio di chitarre acustiche: una sorta di irish folk "venetizzato", capace di mescolare la vivacità dei jigsreels gaelici con incursioni dialettali ("Cielo lidense, mare tranquìo / De darte 'na man no se tira mai indrìo") che nel finale del pezzo sembrano quasi ricucire la vicenda vissuta da Trentini con le sue radici lagunari.

Il risultato è una canzone in grado di far dialogare passato sonoro e presente narrativo, cristallizzando qualcosa di molto concreto: il legame viscerale tra il popolo veneto, la sua terra e la propria comunità. In definitiva, chi è alla ricerca di sonorità nuove o rivoluzionarie probabilmente non troverà in 423 la propria tazza di tè. Per tutti gli amanti di quel cantautorato d’antan, capace di raccontare storie vere senza effetti speciali o inutili fronzoli, l’ultimo singolo di Clo.Ser potrebbe rivelarsi invece un ascolto decisamente azzeccato.

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La recensione 423 di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-26 00:00:00

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