LAUREATOLIETO FINE2026 - Rap, Jazz, Hip-Hop

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Il lato scomodo di una relazione disfunzionale, visto attraverso gli occhi e la mente di chi sbaglia.

Le storture e i pensieri intrusivi che si insinuano all’interno di una relazione tossica, osservati però non dal punto di vista dalla vittima, ma da chi i danni li provoca. È questo l'interessante ribaltamento di paradigma che Francesco D’Orazio, in arte LAUREATO, ha deciso di compiere in LIETO FINE, il suo ultimo singolo.

Dopo aver chiuso il 2025 con la solarità funky di PARIS, il rapper classe '95 nato a Chieti e cresciuto artisticamente a Roma torna con un pezzo che si muove in tutt’altra direzione. Un cambio di rotta segnato da atmosfere decisamente più notturne, plasmate dalle mani dell'ormai fidato producer Giordano Boschetti, che firma un beat hip-hop di matrice old school, capace di mescolare ritmi boom-bap e suggestioni jazzy, affidate a note sospese di pianoforte e sax. 

Su questo mood malinconico e crepuscolare, D'Orazio stende il suo solito flow morbido e rilassato, lavorando su rime e incastri che scavano nella psiche di un protagonista lucido e al tempo stesso contraddittorio. Un ragazzo manipolatore che arriva a riconoscere di non amare più la persona che ha accanto, ma continua a restarle vicino, muovendosi in una zona grigia fatta di rimorsi e tradimenti, tanto mentali quanto fisici ("Tutti innamorati, ma più volte nella vita / Della moglie, dell'amica stretta poi della vicina").

Questa narrazione, volutamente sbilanciata sul carnefice, si incrina nel ritornello, dove affiora anche la voce di lei. Un’irruzione che spezza il monologo e lo trasforma in un dialogo mancato, sovrapponendo due visioni inconciliabili della stessa relazione tossica.

Cosa devo fare?
Con chi devo stare?
Lui non fa per me
Ma non lo riesco a lasciare
Dimmi cosa dire
Non la vorrei più ferire
Ma lei pensa che io la ami da morire

Canta LAUREATO nel refrain del suo ultimo singolo, giocando su una crasi emotiva efficace, in cui vittima e aguzzino condividono racconto e spazio sonoro, senza mai incontrarsi per davvero. 

Se nella scrittura e nel flow D’Orazio si muove con naturalezza e controllo, nel ritornello il rapper abruzzese risulta meno incisivo rispetto alle strofe, mostrando un’impostazione più a suo agio con le rime che con le aperture melodiche. Un'impasse che potrebbe trovare una possibile risoluzione magari nell’inserimento di una voce esterna, capace di "spezzare" e arricchire la dinamica del brano.

Ad ogni modo,LIETO FINE resta un brano hip-hop elegante e suggestivo, curato tanto nella scrittura quanto nella resa sonora. Un singolo capace di mantenersi in bilico su quel terreno scivoloso che unisce rap e canzone d’amore, scegliendo di raccontarne il lato meno rassicurante: quello fatto di ambiguità, egoismi e verità difficili da dichiarare.

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La recensione LIETO FINE di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-03-24 23:58:38

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