GRIDA Distante 2026 - Rock

Distante precedente precedente

Un rock alternativo viscerale e senza filtri: atmosfere sospese, esplosioni grunge e un’energia che profuma di anni ’90 ma suona viva, urgente, necessaria.

C’è stato un periodo in cui il rock alternativo italiano riusciva a essere sporco e visionario insieme, capace di trasformare una tensione interiore in qualcosa di fisico, quasi epidermico. “Distante” dei GRIDA riparte esattamente da lì, da quel confine emotivo dove le melodie sembrano galleggiare per poi franare all’improvviso dentro una valanga di feedback e chitarre sature.

La prima metà del brano si muove in sospensione. Le chitarre disegnano un’atmosfera lattiginosa, con un gusto melodico che richiama certe intuizioni degli Afterhours più evocativi, soprattutto nel modo in cui gli arpeggi restano aperti, irrisolti, come se ogni nota stesse cercando un punto d’appoggio. La voce accompagna questa sensazione di distanza emotiva con misura, senza teatralità, lasciando che siano i dettagli sonori a raccontare il vuoto e la tensione.

Poi il pezzo cambia pelle. Le distorsioni entrano in campo con un’urgenza quasi novantiana e “Distante” smette di contemplarsi: accelera, si sporca, prende volume. Qui i GRIDA mostrano il lato più istintivo della loro scrittura, guardando apertamente ai primi Verdena e a quella grammatica grunge che arrivava da Seattle con addosso rabbia, disordine e una certa bellezza ruvida. La batteria spinge forte, le chitarre diventano materia abrasiva, il brano si apre in una scarica elettrica che sembra fatta apposta per essere suonata in una sala piccola, sudata, con gli amplificatori troppo alti.

La sensazione più interessante è che “Distante” riesca a evitare la nostalgia da revival. I riferimenti si sentono tutti, eppure i GRIDA li usano come linguaggio naturale, senza trasformarli in citazione sterile. C’è fame dentro questo pezzo, c’è il desiderio di riportare al centro un certo modo di intendere il rock: fisico, imperfetto, emotivamente acceso.

In mezzo a tanta scena underground che rincorre produzioni levigate e algoritmi emotivi, “Distante” arriva come una scarica di corrente. Un brano che sa ancora graffiare, alzare i decibel e lasciare addosso quella voglia immediata di rimetterlo da capo.

---
La recensione Distante di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-07 07:21:28

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia