Un esordio fragile e malinconico, capace di trovare la propria voce nel silenzio interrotto da singhiozzi e guance rigate dalle lacrime.
In fin dei conti, la nostra intera esistenza potrebbe essere racchiusa dentro una lacrima. Nasciamo infatti nel nostro pianto e finiamo in quello degli altri, rifugiandoci in quell’atto primordiale ogni volta che le emozioni ci sovrastano e velano gli occhi. Ed è proprio da questa manifestazione tanto intima quanto universale che nasce Cry, il singolo d'esordio di Krizia Celano, in arte semplicemente Krizia.
Prodotto da Giungla Dischi e distribuito da MGM, il primo brano della cantautrice romana classe '99 si muove per tre minuti scarsi dentro un clima arrendevolmente malinconico, costruito attorno allo strumming leggero di una chitarra acustica che si abbandona placidamente alle note sospese di un pianoforte e a un tappeto ritmico essenziale, in grado di assecondare il quieto andamento del pezzo senza mai alzare alzare la voce.
Un sound in bilico tra gli eteri sospiri dream pop dei Mazzy Star e i vulnerabili scorci indie folk dipinti da Elliott Smith, su cui Celano adagia, con la sua voce fragile e inerme, brandelli di strofe talmente laconici da sfiorare il cripticismo, celebrando il pianto come triste (ma necessario) asilo nei momenti in cui le parole non riescono a descrivere fino in fondo quello che stiamo realmente provando.
Words, they don’t come up clear
Lying to me
Lying to me
Canta Krizia nel suo primo singolo. Cry è un pezzo che non tenta mai di sottrarsi alla tristezza che lo attraversa dal primo all’ultimo secondo ma, al contrario, la accoglie a braccia aperte, sottolineandone il ruolo fondamentale all’interno del percorso emotivo di ciascuno di noi.
Una piccola ballad acustica e dolcemente confidenziale, capace non solo di reggersi sulle proprie fragilità, ma anche di preparare il terreno per quel "raccoglitore di pensieri e scenari fotografici uniti a sonorità d’oltreoceano" destinato a prendere forma nel primo EP di Krizia. Un esordio sulla media distanza che, a fronte di questa entrée, aspettiamo con non poca curiosità.
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La recensione Cry di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-08 23:19:22

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