Pop rock malinconicamente "elettrizzato" per sopravvivere al rumore dei tempi moderni.
"La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c'è fuori". Questo celebre aforisma attribuito a Johann Sebastian Bach - diciamo, non proprio il primo pirla che passa - riesce a racchiudere in appena dodici parole l'anima più profonda di TEMPI MODERNI, il nuovo singolo di Dasp, nom de plume dietro cui si cela Domenico Paolopoli, cantautore e sound designer originario di Longobucco, minuscolo paese incastonato nel cuore della Sila.
A più di due anni di distanza da Sound Of Life - Il Rumore della Vita, il musicista calabrese pubblica un brano che lascia sullo sfondo le sperimentazioni ambient-elettroniche, ritrovando una scrittura più diretta e immediata. E questo ritorno alla rassicurante concretezza della forma-canzone viene suggellato da Dasp con un pezzo squisitamente pop rock, sostenuto da un giro di basso e batteria semplice ma pieno d'attacco. Un groove elastico, in cui trovano spazio chitarre elettriche e synth che, soprattutto nella parte finale, si rincorrono e si stratificano fino a spingere la traccia verso territori elettro-rock dal retrogusto vagamente depechemodiano.
Un sound felicemente bilanciato tra velleità analogiche e digitali su cui Paolopoli innesta strofe e ritornelli di "larghe intese" che, muovendosi tra malinconia e bisogno di resistere al rumore del mondo, paragonano la musica a un vero e proprio rifugio emotivo dalle piccole e grandi bastonate quotidiane che arrivano puntuali mentre siamo impegnati a immaginare altro.
E iniettami canzoni
Che fa freddo qua fuori
Ho bisogno di emozioni
Da poter conservare
Canta Dasp nel refrain del suo ultimo singolo. Nonostante un mixaggio della voce un po' troppo secco, che a tratti fa apparire le parti cantate slegate dalle strumentali - un pizzico di riverbero o overdubbing in più non avrebbe fatto male - TEMPI MODERNI resta comunque un brano che "fa quello che deve fare", regalando tre minuti di ascolto assolutamente godibili.
Un pezzo "onesto", provo di inutili fronzoli, che grazie all'unione tra sonorità orecchiabili e versi abbastanza relatable da permettere a chiunque di immedesimarsi, segna il (tutto sommato) felice ritorno di Dasp a un songwriting più tradizionalmente cantautorale.
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La recensione TEMPI MODERNI di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-05 15:29:14

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