Il singolo della rockband perugina canta di solitudini, paure e dell'incessante bisogno di trovare il proprio posto nel mondo.
Primo di una serie di tre singoli pubblicati dai Lemuel nelle scorse settimane, Se tagli i capelli ha rappresentato sin da subito tutti gli elementi che sembrano voler caratterizzare la firma della band di Perugia, a partire dai ritmi inquieti che pulsano ansiosi e frementi come chi cerca l’ossigeno dopo una lunga apnea e vanno a scuotere tormentosamente le melodie di matrice emo e gli arrangiamenti rivestiti da una solida pelle post-rock e new wave.
Il sound si presenta caustico, potente e dal forte respiro internazionale, eppure a dare profondità evocativa alla traccia è soprattutto la scelta di cantare in italiano, lingua più morbida dell’inglese e che ben si presta alle suggestioni di un testo viscerale, ricco di riflessioni ma sempre in bilico tra impazienza e rassegnazione.
Non c’è spazio per i colori in mezzo ai bianchi e ai neri di questo brano, che delineano e muovono le sagome su ambientazioni nebulose e grigie, ben rappresentate tra l’altro dallo scatto metropolitano della copertina. Sono i bianchi, però, a scalpitare con maggior vigore per ritagliarsi il proprio spazio nel buio, come lievi raggi di sole che tra le gocce di pioggia brillano più forte fino a lacerare almeno per un po’ il manto di solitudine che ci protegge, lasciando che qualcun altro, qualcuno di davvero importante, riesca finalmente a entrare.
“Ho preso il tuo giacchetto / e ci ho cucito un fiore / così che cresca bene / sotto questo ombrello / dove piove dentro / quando fuori non piove”.
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La recensione Se tagli i capelli di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-18 14:12:46

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