Stefano Rossi Tra una sigaretta e una tequila 2025 - Cantautoriale, Pop, Indie

Tra una sigaretta e una tequila precedente

Indie pop sentimentale e nostalgia youngtimer per cuori rimasti indietro.

Diete poco salutari (ma comunque povere di carboidrati) e parapiglia amorosi. È questo il distico da cui probabilmente Stefano Rossi ha deciso di partire per scrivere il suo singolo d'esordio, dal titolo Tra una sigaretta e una tequila

Prodotto in completa indipendenza grazie all'aiuto di Francesco Mattia Pisapia e Alessio Nelli, il primo brano sfornato dal cantautore trentino vaga per tre minuti abbondanti in un indie nazionalpopolare punteggiato qua e là da timidi ritocchi youngtimer: chitarre brillanti, linee di basso ridotte all'osso, synth ariosi e una batteria sintetica che, scandendo il canonico quattro quarti, strizza l'occhio alla pop-dance italiana di fine Duemila (Per Dimenticare degli Zero Assoluto, anybody?).

Una catchiness melodica assimilata a più riprese dai nostri padiglioni auricolari nel corso degli ultimi anni, su cui Rossi stende con voce calma e posata strofe e ritornelli che dispongono su un tavolo immaginario una serie di istantanee scattate durante una relazione ormai giunta al capolinea, tra piani di vacanze in Guatemala, libri di Dostoevskij letti prima di una puntata di Uomini e Donne e continue sbirciate ai profili social dell'ex-partner, che lasciano intravedere più di qualche traccia di dipendenza affettiva.

Ma allora no guarda che casino, mi abbracci all’improvviso,
e poi mi prendi in giro per i pezzi che ascolto, di 30 anni fa
Le risate sul divano, tu che mi baci piano piano,
ho gli Oasis in testa, lo stomaco in festa, due ore di sonno solo per te

Canta Stefano Rossi nel refrain del suo primo singolo. Al netto di un sound che a più riprese scivola inesorabilmente nella trappola del "già sentito", Tra una sigaretta e una tequila è un brano tutto sommato piacevole, capace di creare un interessante contrasto tra la leggerezza della sua strumentale e la natura ben più problematica del suo topic. Dietro riferimenti pop e immagini quotidiane, Rossi riesce a far emergere il ritratto di qualcuno che non sembra aver davvero accettato la fine di una storia, continuando rincorrerne i fantasmi tra nostalgia, idealizzazione e una sottile forma di ossessione.

A conti fatti, un brano che, per i nostalgici di una certa parentesi musicale italiana che esattamente 10 anni fa raggiunse il suo massimo fulgore, può essere sicuramente un ascolto piacevole. Per chi invece "non piange perché l’indie italiano è finito ma sorride perché c’è stato", il consiglio è di proseguire per la propria strada senza voltarsi indie-tro.

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La recensione Tra una sigaretta e una tequila di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-31 23:30:48

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