Il terzo LP della band spezzina rilegge alcuni classici degli anni 80 con personalità e sensibilità contemporanea
Con i primi due lavori su lunga distanza, i NuovoNormale stavano già tracciando una strada che rileggeva in maniera personale echi e suoni di ispirazione Eighties, seppure aggiornandoli alla luce di esperienze più recenti. Non stupisce, perciò, la particolare “operazione nostalgia” fatta con Nuova onda pandemica, il loro terzo album, in cui la band spezzina costruisce un intero disco rileggendo alcuni brani simbolo della new wave e del synth-pop dell’epoca. Il repertorio degli anni Ottanta in questo LP torna a essere materia viva, filtrato attraverso una sensibilità contemporanea e una precisa identità artistica che ormai definisce la “Gang of Five da Las Pezia”. Così questi otto brani, nati da autori e sensibilità differenti, si legano tra loro con una grande coerenza sonora e una direzione estetica riconoscibile dall’inizio alla fine, segno di una chiara visione d’insieme e di un bel lavoro fatto in sede di produzione.
Ad ogni modo, il vero punto di forza dell’album risiede nel tentativo, complessivamente riuscito, di non limitarsi all’ossequiosa imitazione di queste canzoni immortali, le quali conservano il loro impianto melodico e il peso storico che le ha rese dei classici ma vengono reinterpretate con un linguaggio sonoro che appartiene propriamente allo stile dei NuovoNormale: i sintetizzatori, ad esempio, propongono intriganti dialoghi originali con gli altri strumenti e la componente ritmica tende a privilegiare sempre l’energia rispetto alla semplice ricostruzione filologica. Gli arrangiamenti, in generale, creano una costante tensione nervosa, che dona elettricità e vigore ai brani. L’apice di questa tendenza si raggiunge sicuramente con la cover di Smalltown boy, in cui la malinconia persistente della versione originale dei Bronski Beat è rinfrescata dal brillante contributo dei fiati nel ritornello.
Il titolo del disco, Nuova onda pandemica, suggerisce inoltre un doppio livello di lettura, richiamando da un lato l’esperienza collettiva del COVID-19 (la band stessa si è formata nel fatidico 2020) ed evocando dall’altro una “nuova ondata” musicale che torna a propagarsi nel presente. È una scelta che quindi sintetizza bene l’approccio del gruppo: guardare al passato non come a un museo da preservare ma come a un patrimonio da rimettere in circolo, attribuendogli nuovi significati.
La memoria può essere fertile solo quando viene rielaborata con personalità e Nuova onda pandemica è certamente un lavoro personale e ispirato, in grado di dialogare con la tradizione senza lasciarsi imprigionare.
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La recensione Nuova Onda Pandemica di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-15 12:27:00

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