Temple Factory A Matter Of Feelings 2026 - Rock, Alternativo, Post-Rock

A Matter Of Feelings precedente

Tra post-punk e sentimenti, dieci tracce nate tra i macchinari di una ditta bresciana.

Un’anonima fabbrica meccanica alle porte di Brescia, in cui il rumore incessante di torni, smerigliatrici e nastri trasportatori lascia spazio, a intervalli irregolari, al suono meno cacofonico di chitarre, basso e batteria. È in questo scenario insolito, in bilico tra catena di montaggio e sala prove, che i Temple Factory hanno dato forma al loro nuovo album, A Matter Of Feelings.

Nata nel 2018 per volere del batterista Roberto Pedrotti, che chiama a raccolta gli amici di sempre Andrea Zuelli (voce), Renato Montini (chitarra) e Stefano Sina (basso), la band trova un decisivo slancio creativo con l’arrivo del secondo chitarrista Mattia Gobbi: prima la gestazione avvenuta tra le mura della fabbrica divenuta quartier generale del quintetto, poi il trasferimento per le sessioni di registrazione al La Buca Recording Club di Simone Piccinelli, producer dell’album.

Il risultato sono una decina di tracce squisitamente analogiche e "fisiche", in cui i plettri sulle corde e le bacchette su pelli e piatti arrivano nelle nostre orecchie con grande precisione. Una cura produttiva in grado di non degenerare mai in un suono costruito o "plasticoso", ma che anzi contribuisce a rendere la presenza degli strumenti ancora più autentica e tangibile.

Groove di batteria asciutti, linee di basso che si ergono a guida melodica e chitarre capaci di alternare spigoli e riverberi: è così che i Temple Factory mettono insieme un impianto sonoro che profuma di primi anni Duemila, muovendosi tra ombre, malinconie e algide atmosfere del post-punk revival à la Interpol.

Un impasto sonoro che riflette perfettamente il concept di un disco che, fin dal titolo, mette i sentimenti al centro del racconto, elevandoli a vera forza motrice delle nostre vite: dalla distanza che finisce per rafforzare un legame anziché consumarlo (Forty Days), al bisogno di rivendicare la propria identità senza compromessi (Rebel), passando per la difficile arte di lasciare andare ciò che non possiamo più trattenere (Passenger), fino a quella scintilla di speranza che continua a brillare anche quando il buio sembra avere la meglio (Time Is Over).

Qualche incertezza emerge purtroppo nella resa vocale. Il cantato di Andrea Zuelli, complice una pronuncia inglese che lascia affiorare una percepibile inflessione italiana, tende infatti a riproporre soluzioni melodiche a tratti simili tra loro, finendo per azzoppare parzialmente il pathos che A Matter Of Feelings cerca di creare dalla prima all'ultima traccia.

Resta comunque la sensazione di trovarsi davanti a un lavoro pensato, in cui si percepisce chiaramente il tempo che il quintetto bresciano ha dedicato alla ricerca di un equilibrio tra testo e musica. Con un ulteriore affinamento della componente vocale - magari accompagnato da una proverbiale "sciacquata di panni nel Tamigi" - i già pregevoli risultati raggiunti dai Temple Factory non potranno che crescere ulteriormente.

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La recensione A Matter Of Feelings di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-14 13:50:03

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