Muràl Sai Che C'è 2026 - Lo-Fi, Pop, Indie

Sai Che C'è precedente

Perdersi nello spazio che separa un “ti amo” da un rifiuto.

È una dolorosa presa di coscienza il fil rouge che corre per l'intera durata di Sai Che C'è, singolo con cui Muràl inaugurano una nuova fase del loro percorso artistico. A più di un anno e mezzo dal primo EP, If You Felt Wrong Was Only My Fault, la band campana torna infatti con un brano che coincide sia con un cambio di formazione che con una svolta verso la scrittura in lingua italiana.

Tre minuti esatti in cui i Muràl si muovono come un astronauta alla deriva, separato dalla propria navicella, davanti alla dolorosa consapevolezza di amare qualcuno che non ricambia quel sentimento.

Un vuoto cosmico difficile da attraversare, che Michele Durante, il frontman del gruppo, restituisce con una voce dal timbro leggermente nasale, attraversata da un’indifesa malinconia. Strofe che, nella loro semplicità quasi "filastrocchesca", dipingono limpidamente lo spleen di chi si trova davanti a una persona insensibile alle proprie attenzioni.

Se ti dico "Ti amo"
Muori sopra il divano
Giallo a strisce nere
Se ripeto "Ti amo"
Mi dai un pugno sulla mano
Sai che c'è?
Torno a casa da me

Cantano i Muriàl nel ritornello del loro ultimo singolo. Questo flusso monodirezionale d'amore viene riflesso in un sound capace di alternare due anime complementari. Nelle strofe, a prendersi la scena ci pensa un pianoforte dal retrogusto lo-fi, i cui tasti sembrano risuonare attraverso la tromba consumata di un vecchio grammofono. Giunta al giro di boa del refrain, la traccia si apre invece a giri di chitarre sognanti e dilatati, in grado di richiamare l’indie pop più intimo e "spaziale" di Giorgio Poi.

Con Sai Che C’è, i Muràl sfoderano una perfetta ninnananna con cui cullare quei momenti di disagio che piombano su di noi come un rapace quando decidiamo di "scoprire le carte in tavola" con la nostra crush, ricevendo in cambio un bel due di picche. Un convincente punto di (ri)partenza per un progetto che, con questa svolta linguistica, sembra aver trovato un nuovo alfabeto con cui diffondere nei nostri padiglioni auricolari il tenue candore della propria musica.

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La recensione Sai Che C'è di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-20 23:41:30

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