DDUMAA ddhu mare te porta2026 - Cantautoriale, Elettronica

Disco della settimanaA ddhu mare te portaprecedente

L'esordio della cantante salentina apre le porte a una dimensione sospesa tra ricerca e pop, creata dalla combinazione tra dialetto e italiano e dalla potenza ancestrale del suo canto

"Accendi". Questo dovrebbe significare in salentino DDUMA, moniker della cantautrice Chiara Pizzi. L'approccio è chiaro fin da qui: da un lato il legame con la propria terra, le proprie radici, dall'altro l'idea di una scintilla iniziale che dà il via a un qualcosa, qualcosa che inevitabilmente rimanda al concetto di luce. La stessa luce che si vede filtrare dal pelo dell'acqua nella copertina del suo primo ep, A ddhu mare te porta, pubblicato per l'etichetta Ad Astra.

Il disco, prodotto da Machweo, si apre proprio con la title-track, dove un leggero arpeggio di chitarra è lo specchio di una lenta immersione in una dimensione sospesa. "Perché il mare conosce il mio viaggio, prima che io possa comprenderne il senso" è il mantra che si fa sempre più nitido nel climax finale, una voce che finisce per lo strappare il velo che separa noi da lei e trovarci, di colpo, nello stesso luogo ideale. Ora che ci siamo trovati, possiamo davvero cominciare.

Ben assorbita la lezione di Daniela Pes, Massimo Silverio e di tutto quel filone più recente che ha trovato nel dialetto un elemento di originalità e un richiamo ancestrale al tempo stesso, qua è il salentino che viene esplorato nelle sue potenzialità espressive. Prendiamo per esempio Peronospera, dove un impianto di un accennato shoegaze lascia poi spazio al potente cantato di DDUMA, reso ancora più solenne dalla barriera linguistica che si trova alla base. Non è però una declinazione di quel fastidioso modo con cui abbiamo imparato a romanticizzare la provincia italiana a forza di #vitalenta e stereotipi a pacchi, semmai il contrario: qua il dialetto crea mondi nuovi, si fa portare di una realtà a contatto tanto con la tradizione quanto con un'idea di ricerca che non permetta agilmente di essere incasellata.

Dalla radioheadiana IRE al folk della conclusiva L'amicizia, passando per il raffinatissimo pop di Fimmine de guerra - coi compagni di scuderia Prima Alba - e per la dolcezza commovente di Tuminica, DDUMA ha un'eleganza nel muoversi sulla melodia, con una chiara ambizione verso un suono sofisticato che, al tempo stesso, non tagli fuori chi ascolta, ma anzi lo catturi, lo guidi attraverso scenari immaginifici, impossibili da collocare davvero in un'epoca precisa. Come a esplorare la città abbandonata di una civiltà perduta, di cui non resta che qualche eco nel vento. E in cui ci si può rifugiare ogni volta che lo si desideri.

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La recensione A ddhu mare te porta di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-05-29 09:56:00

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