Un’elegante deriva urbana sospesa tra jazz, desiderio carnale e insonnia metropolitana.
Un cortometraggio noir che, come un ubriaco in cerca dell’ultimo giro, barcolla tra le strade di una città incapace, nonostante l’ora tarda, di concedere riposo a chi, volente o nolente, è costretto a vivere nel suo grembo di asfalto e cemento. È questa la fotografia che francoblu ha deciso di scattare nell’arco dei novantasei secondi di comelanotte, il suo ultimo singolo. A poco più di un mese di distanza da sespariscounpo', il musicista piemontese torna con un brano in grado di spingersi ancora più a fondo nel buio in cui si è consumata la metamorfosi che, dal fu Matteo Celano, ha dato vita alla sua nuova identità artistica.
Un viaggio al termine della notte che, partendo dall'intimità di una cena tra due innamorati intenti ad annusarsi come cani randagi per capire se valga la pena affondare i denti nelle carni dell'altro, allarga lo sguardo verso una serie di sfocate istantanee di vita quotidiana: una caccia al tesoro per trovare le chiavi di casa "poggiate su un'isola" dispersa tra il tinello e la camera da letto, macchinoni giganti costretti a "pagare l'affitto ai bordi della città" e vetri appannati che disegnano "le sconcerie di amici che si sono autoinvitati ma che ormai sono fuori città".
Strofe sporche e maledettamente seducenti, capaci di emergere e scomparire nell'oscurità come l'ombra di un passante sotto la luce di un lampione, adagiate su un tappeto strumentale che si abbandona stancamente tra le braccia di un groove di batteria trip-hop lento e ipnotico, fuso a freddo con l’incedere austero di un ostinato di basso. Un clima quasi claustrofobico, accentuato dalle cupe note di piano elettrico che, danzando tra melodia e dissonanza, strizzano l'occhio ai febbrili panorami jazz fusion evocati da Miles Davis in Bitches Brew. A completare il quadro con la sua sottile tensione erotica, ci pensa la voce calda e avvolgente di Celano, che dialoga senza soluzione di continuità con contrappunti di un sax dal profumo soul.
Con comelanotte, francoblu spalanca nuovamente le porte del suo piccolo universo crepuscolare, in cui le immagini entrano ed escono di scena come animali notturni intercettati per un istante dai fari di un’auto in corsa. Un immaginario che continua ad arricchirsi di dettagli e sfumature, confermando un percorso artistico sempre più riconoscibile, tanto sul piano della scrittura quanto su quello sonoro. Se le premesse sono queste, viene spontaneo attendere con tanta, tantissima speranza l'arrivo di un lavoro di più ampio respiro: un disco full-lenghto anche un EP capace di raccogliere e sviluppare fino in fondo questa nuova e riuscitissima deriva notturna intrapresa da Celano.
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La recensione comelanotte di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-30 01:10:40

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