Tra garage rock e britpop, ALO racconta il conto (salatissimo) lasciato in eredità alla sua generazione.
Chitarre abrasive e sindrome del 'rimasto fuori'. Sono queste le due sponde contro cui rimbalza senza soluzione di continuità Millennial, il nuovo singolo di ALO, moniker dietro cui si cela il musicista romano Andrea Fiorucci.
A un paio di mesi dall'uscita di Conformista, l'artista capitolino torna con un brano - anche in questo caso prodotto e distribuito in totale indipendenza - che mette a fuoco tic, abitudini e ansie di chi, nato come lui tra il 1981 e il 1996, deve vivere delle (poche) briciole di benessere lasciate da chi lo ha preceduto.
Una generazione, quella che dà il titolo al pezzo, "cresciuta a pane e televisione", chiamata oggi a pagare "il conto di una mega-festa chiamata anni '80". Uomini e donne troppo giovani per sentirsi vecchi e troppo vecchi per sentirsi giovani, costretti, loro malgrado, a subire un doppio colpo pesantissimo: da un lato una stabilità economica sempre più precaria, dall'altro l'inevitabile fine della "beata gioventù", inghiottita da responsabilità, lavoro intermittente e un "conto in banca che non basta manco per il funerale".
Facendosi strada tra "gender reveal, streaming di film, legami per moda, falsi miti patinati" e chi più ne ha più ne metta, Millennial si affida a una strumentale essenziale che, nel corso dei suoi tre minuti, ruota attorno a un riff "cavernicolo" di chitarra elettrica. Un sound, quello prodotto dalla sei corde di Fiorucci, che, pur richiamando il grezzo minimalismo del garage rock, non smette di guardare al suo genere di riferimento, il britpop, grazie a un timbro saturo e squisitamente valvolare che rimanda ai primi Oasis, quelli di Definitely Maybe per intenderci.
A conti fatti, la decisione di ALO di seguire con Millennial la via della sottrazione, rinunciando agli orpelli dei brani precedenti – la sezione d’archi di Pizza R&B e gli interventi d’organo in Conformista – si dimostra vincente, valorizzando il suo approccio alla musica, profondamente "de core", che traspare nei suoi brani.
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La recensione Millennial di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-07-11 20:27:33

COMMENTI (1)
Grazie! @luca.barenghi