Il duo tra Roma e Parigi debutta con un ep fulminante tra elettronica, trap e hyperpop, dove condensare tutto il proprio disagio nei confronti di un mondo a cui non si appartiene
"La scuola è una gran cosa", cantava qualcuno qualche tempo fa. A cui seguiva, a distanza di qualche verso, "Il francese non lo afferro". Eppure non serve chissà che padronanza della lingua per rendersi conto che il duo dai testi franco-italiani ècole - che per l'appunto si traduce come "scuola" - meriti prima di tutto la nostra curiosità e, dopo aver terminato l'ascolto del loro disco di debutto Pop Punk Glamour, la nostra attenzione.
Loro sono Benedetta Oriente Colantoni e Prisca Perisse, amiche fin dalle medie a Roma e ritrovatesi a Parigi nel 2024. Entrambe sono delle creative: una studia illustrazione, l'altra cinema. E a quel punto che fai, non fondi anche un gruppo musicale? A loro si aggiungono, appena fuori dall'inquadratura, Kasp alla produzione e Sealow alla direzione creativa e artistica.
L'ep dura pochissimo: cinque tracce, poco più di dieci minuti. Tempi ramonesiani, come potrebbe suggerire anche il "punk" che sta in mezzo al titolo, ma qua in realtà è sinonimo più di un caos interiore e di un senso ribelle perfettamente sintetizzato nel brano che chiude la tracklist, Disco fanculo: "Mettiamo le paure nel disco e mandiamo tutti a fanculo". D'altronde l'idea è proprio che il titolo racconti le intenzioni, più che il suono: il pop è alla radice, il punk è nell'attitudine, il glamour è nell'immaginario, a cominciare da una copertina che ha già una sua iconicità.
Se parliamo di sonorità, invece, ci si trova più nei territori di un'elettronica post-trap, qualcosa in cui riecheggiano certi nomi della scena romana - vedi Tauro Boys e, più recentemente, Lamakkina - e una punta di hyperpop per poi prendere una sua direzione. Prendiamo per esempio la traccia d'apertura Scendere a prescindere, dove serpeggia una sorta di decadentismo generazionale: lo smarrimento che si percepisce viene amplificato dalle allitterazioni dei versi e dal nervosismo dell'arrangiamento, fino al colpo di acceleratore dato sul finale del brano che farebbe presagire un'esplosione, un drop violento quasi techno, e invece si esaurisce tutto in pochi secondi.
La discesa nel mondo delle ècole è qualcosa che passa per un contesto benestante a cui non si sente di appartenere in alcun modo - vedi Borghese e tossica, qualcosa che sembra parecchio autobiografico -, per la precarietà come condizione inevitabile dell'umanità, per il bisogno di fuggire e incanalare tutto il proprio malessere interiore da qualche parte. Ecco, Benedetta e Prisca si conoscono da sempre, ma hanno avuto bisogno di tempo per trovarsi davvero e riuscire, insieme, a buttarlo fuori così. "Mettiamo le paure nel disco e mandiamo tutti a fanculo". Almeno per questa volta, il dito medio ce lo prendiamo volentieri.
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La recensione Pop Punk Glamour di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-06-26 11:21:00

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