I Woda Woda esplorano i paradossi della percezione contemporanea, tra hard rock e una buona dose di complottismo
Hard rock, la volontà di accendere scintille più che di fornire risposte, e una buona dose di complottismo: Sulla luna, il nuovo singolo dei Woda Woda, band alessandrina, parte da questi presupposti. Con un linguaggio diretto e tagliente, affronta i paradossi della percezione nella realtà contemporanea.
La storia dei Woda Woda è, tutto sommato, recente. Inizia nel 2020 con il primo singolo, Medusa, e suon di concerti e brani rilasciati arriva fino a Sulla luna. Che è un brano autentico, tagliente, senza artifici o altri tipi di costruzione. Un pezzo nato in sala prove, e che nella sua versione finale mantiene reminiscenze domestiche e da presa diretta. Coerente con la scena hard rock e metal, i Woda Woda, in Sulla luna, non ricercano arzigogoli nella produzione, metafore o altri coup de théâtre. Suonano vomitando le parole e le frustrazioni una dietro l'altra, diretti, fino ad esplodere nell'ultimo verso dell'inciso: la verità è una, voi non siete mai stati sulla luna.
L'universo del metal, in Italia, è una specie di ecosistema autosufficiente, che vive serenamente ignaro di quanto succede fuori. E viceversa: oltrepassare le mura ed entrarci a pieno non è impresa facile, se non si è sinceramente animati dalle medesime convinzioni. Per questo motivo, Sulla luna non porterà nuovo pubblico ai Woda Woda. Ma non era questo l'obiettivo: c'è un brano in più per pogare sotto palco, per chi si troverà ad andare a sentirli. E, per adesso, è abbastanza.
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La recensione Sulla Luna di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-08-26 10:45:00

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