ManthraTutto Nero2026 - Stoner, Crossover

Tutto Neroprecedente

Quando la solitudine smette di fare male e comincia a fare paura.

Se c’è un grosso merito che va dato aTutto Nero, il nuovo singolo dei Manthra, è senza ombra di dubbio quello di creare, nel corso dei suoi quattro minuti scarsi, uno stimolante scollamento tra suono e parola.

Prodotto e distribuito in completa indipendenza, l'ultimo pezzo sfornato dal trio romano nato dall’incontro tra Massimo Bornò (voce e basso), Emiliano Matera (chitarra e cori) e Angelo Peluso (batteria) prende un tema che la musica pop ha esplorato in lungo e in largo, ovvero l’assenza di una persona amata proprio nel momento del bisogno, traghettandolo in territori diametralmente opposti alle melodie intime e vulnerabili con cui siamo abituati a sentirlo raccontare.

Dimenticatevi le carezze malinconiche profuse da ballad come Gocce di memoria di Giorgia o Someone Like You di Adele. Tutto Nero, come suggerito dal suo stesso titolo, esplora infatti il lato più oscuro della solitudine, trasformando il peso emotivo di questa infida sensazione in uno sfogo inquieto e pessimista, dove la tristezza lascia progressivamente spazio a un grumo di rabbia e frustrazione.

Questa ricerca di attenzioni che, una volta disattesa, si trasforma in un pericoloso e apatico horror vacui viene riflessa e amplificata dai Manthra attraverso un sound ruvido e funereo, dove riff di chitarra cupi e muscolari vengono resi ancora più stizziti dalla minacciosità dei semitoni che ne costituiscono l’ossatura. A tenere tutto insieme ci pensa poi una batteria accentata e mid-tempo, che strizza l’occhio allo slow groove tipico dello stoner rock à la Kyuss.

Su questa strumentale, la voce di Bornò alterna linee melodiche scure e rauche a improvvise incursioni nel rappato - con addirittura alcuni passaggi extrabeat - spingendo Tutto Nero verso i territori ibridi del crossover. Una scelta che finisce per amplificare ulteriormente il senso di isolamento alla base del brano, trasformandolo in un qualcosa di fisico, denso e quasi claustrofobico.

Al netto di una produzione che in alcuni passaggi lascia intravedere la sua natura homemade - l’impasto del power trio, tra basso, chitarra e batteria, esce infatti dal mix in maniera un po’ troppo secca e con poco corpo - Tutto Nero si dimostra una traccia tutto sommato ben riuscita, capace di costruire un interessante gioco di contrasti tra significato e significante.

Da una parte l’intimità delle sensazioni evocate dalla solitudine, dall’altra la ruvidità di un suono che sembra quasi volerle graffiare via. Due fazioni, divise da una terra di nessuno in cui i Manthra si insinuano, dimostrando con coraggio che non tutte le emozioni devono necessariamente avere un volto rassicurante.

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La recensione Tutto Nero di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-08-10 16:44:42

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