Alessandro Manca, Luigi BairoDichiarazione di Gianni Milano2026 - Psichedelia, Spoken word

Dichiarazione di Gianni Milanoprecedenteprecedente

Dedicato a Gianni Milano.

Gianni Milano se la sta spassando tra le nuvole del paradiso degli hippie ormai da un anno e mezzo. Dovrebbe aver trovato un’ottima compagnia: da quelle parti fanno spesso capolino Allen Ginsberg, Gregory Corso, Aldo Piromalli, Lawrence Ferlinghetti, Jack Kerouac… Una bella combriccola di letterati devoti al verbo beat, di capelloni erranti, di rivoluzionari della parola, di vagabondi invisi al potere e alla vecchia e piccola borghesia con i loro odiosi diktat.

Gianni Milano è stato un poeta (oltre che un apprezzato pedagogista) ma trovare i suoi versi tra le pagine di una qualsiasi antologia è estremamente difficile. Le sue opere sono rimaste ai margini, non sono state comprese (volutamente, si presume) dalla letteratura cattedratica, dagli editori di regime, figurarsi dai Premi Viareggio e similari. Bisognerà farsene una ragione, anche perché la poesia beat, che offrì il meglio di sé tra la metà dei ’60 e la fine del decennio successivo, è ancora viva e lotta insieme a noi. Grazie soprattutto ad alcuni lavori di riscoperta (se non di scoperta vera e propria) condotti da diversi studiosi da qualche anno a questa parte. Tra i quali è doveroso citare Alessandro Manca, che della poesia (e della letteratura) beat è un luminare: a testimoniarlo le sue pubblicazioni, dai libri alle raccolte di poesie, nonché un imprescindibile documentario, I figli dello stupore, uscito otto anni or sono sotto l’egida della Sirio Film.

Manca non difetta certo di spirito di intraprendenza e solo un visionario della sua portata poteva arrivare a musicare le poesie di Gianni Milano. Affidandosi a degli amici: il musicista Luigi Bairo, all’etichetta torinese Psych-Out, alla storica rivista Re Nudo. Un progetto sfociato in un vinile a 33 giri, con l’artwork della copertina curata dal giovane (e altrettanto visionario) pittore Alessio Selvaggio. Un progetto che si è tradotto in un viaggio libertario, in un percorso tra i detriti di una società tossica, ora come allora.

Dichiarazione di Gianni Milano è un album che declina la poetica di uno dei principali portavoce del beat tricolore verso orizzonti mai intravisti prima: a Manca il compito di leggerne i versi, senza enfasi, con rispetto e misurato trasporto, a Bairo non è rimasto che comprimerli all’interno di un tappeto musicale adatto alla bisogna. Chitarra elettrica, basso e sintetizzatore: è quanto basta per creare un suono straniante dai risvolti psichedelici, che a volte calca la mano (come nel caso di A cosa serve Hemingway se esiste la sedia elettrica? o di De-escalation) o si rifugia in una sorta di claustrofobia mistica (Preghiera beat), se non tra le braccia di un minimalismo gentile, riferimento non casuale ad Acid Prana 1 (afflusso), nient’altro che il preludio di una lunga cavalcata allucinogena divisa in diversi movimenti, messi in fila uno dopo l’altro tra i solchi dell’intero lato B.

Uno spoken word fluttuante, spirituale, estatico: Gianni Milano e le sue vibrazioni rivivono con i loro versi densi di sangue e di vita, con i loro inni all’amore e alla libertà. Rimarranno per sempre, ora forse meno nascosti di prima grazie a quest’operazione coraggiosa ma quanto mai necessaria.

 

---
La recensione Dichiarazione di Gianni Milano di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-08-16 18:34:00

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autoreavvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussioneInvia