Una piccola luce nel buio, tra chitarre affilate e attitudine power pop.
Si intitola Fiammiferi ed è il nuovo singolo dei Gasse Purple, quintetto nato a Bologna nel 2024 dall'incontro tra il cantautore Giuseppe Lampis, il chitarrista Emiliano Scarlino e la tastierista Viktoria Cultraro. Un nucleo primario che, nel giro di poco tempo, è stato completato dall'arrivo di Luca Luparello al basso e Massimiliano Santi alla batteria.
Prodotto in completa indipendenza, l’ultimo pezzo della band emiliana divaga per tre minuti dentro un power pop bifronte, guidato nella prima metà da un riff di chitarra single coil impepato da un leggero crunchy, capace di richiamare in parte la calda incisività dei Kings of Leon di Use Somebody. Un alt-rock dolceamaro, al quale i Gasse Purple decidono di smussare ulteriormente gli angoli nella seconda parte del brano, in cui il tiro si fa ancora più melodico, anche grazie alla comparsa di qualche timido contrappunto di synth e tastiere.
Due vere e proprie "facciate" tra le quali si inserisce la voce di Lampis, impegnata nelle strofe in gorgheggi più spinti verso gli acuti - portati a casa in maniera tutto sommato dignitosa - per poi distendersi nei ritornelli in melodie meno scapigliate. Versi vaghi quanto basta per permettere a chiunque di ritrovarci dentro un pezzetto di sé, ricordandoci come, anche nei momenti più bui, prima o poi capiti che una piccola luce appaia per guidarci lungo il nostro percorso.
Chiudi gli occhi per vedere
Che il buio è fuori e non dentro di te
Timide candele accese
Faran luce sui tuoi passi
Cantano i Gasse Purple nel loro ultimo singolo. Fiammiferi è un pezzo tutto sommato piacevole che forse resta leggermente azzoppato proprio dal contrasto tra i suoi due "volti": da un lato l'attacco guitar-driven, secco e incisivo, dall'altro una seconda parte che, abbassando la distorsione e lasciando più spazio alle melodie, vira verso territori decisamente più pop e meno rock. Una scelta di arrangiamento in grado sì di garantire al pezzo una buona dinamica, ma che allo stesso tempo finisce per sottrargli un po' del mordente accumulato nei primi minuti.
Forse invertire il percorso, lasciando un apertura più "soft" per poi chiudere con un sound più muscolare avrebbe garantito a Fiammiferi di tenere acceso il fuoco fino all’ultimo zolfanello.
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La recensione Fiammiferi di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-08-29 23:32:20

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