Quattro cocktail estivi shakerati dall’Intelligenza Artificiale, con qualche cubetto di troppo.
Ritmi Bassi è il titolo dell'EP con cui Toni Gravi, progetto dietro cui si cela il musicista originario di Verona Orfeo Colognesi, ha deciso di inaugurare il proprio percorso nel mondo musicale. Scritto, prodotto e registrato in completa indipendenza, l'esordio sulla media distanza dell'artista veneto si compone di un poker di tracce che mettono al centro scorci di una quotidianità immersa in un mood squisitamente estivo.
Un quarto d'ora abbondante di ascolto in cui Colognesi rimbalza tra notti fatte di afa, musica e zero intenzioni di tornare a casa (Il Ritmo Dell’Estate) e divertenti parallelismi tra la propria gatta e una femme fatale a cui basta uno sguardo per far cadere tutti ai propri piedi (La Mia Regina). Nel mezzo, il romantico calvario di una coppia novella alla disperata ricerca di un posto in cui mangiare una margherita in santa pace (Solo Una Pizza Per Due) e l’epico racconto di una scarpinata sotto il solleone, scandita da continui e menzogneri "Siamo quasi arrivati" (Sassi E Polvere).
Tracce pervase da una frivolezza piacevole e scanzonata, intonate da Toni Gravi con un cantato roco e profondo che, tra passaggi melodici e intermezzi spoken word, si porta dietro lo zampino di una tecnologia tanto potente quanto indigesta a una buona fetta di ascoltatori puristi: l’Intelligenza Artificiale. Come ammesso dallo stesso Colognesi, Ritmi Bassi vede infatti l'apporto di strumenti generativi, impiegati tanto sul versante vocale - dove emerge quell’inconfondibile timbro metallico da "performer sintetico" che molti di noi hanno imparato a conoscere smanettando con software come Suno e Udio - quanto su quello strumentale.
Il sound del disco, figlio di un pop funk leggero e orecchiabile, perfetto per un lounge bar durante l'ora dell'aperitivo, risente inevitabilmente della sua natura artificiale. Chitarre, batteria, basso e synth convivono in un mix piuttosto piatto e "medioso", dove manca quella profondità tridimensionale che rende riconoscibile la realness analogica di uno strumento suonato e registrato realmente in studio.
Ritmi Bassi è un disco frivolo e spensierato, senza impegno come una bevuta fatta con gli amici di sempre nel solito bar. Quattro tracce in cui, al netto delle eventuali critiche che si possono fare sul suo impiego, l'Intelligenza Artificiale riesce a mettere insieme tutti gli ingredienti di un cocktail piacevole ma con un retrogusto un po' troppo sintetico. Al prossimo giro serve una maggiore cura nel mixaggio post-AI, per dare maggiore profondità ai suoni e renderli, per quanto possibile, un po' più "umani".
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La recensione Ritmi Bassi di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-08-31 23:22:36

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