The TemponautsThe Summer Rain Archive2026 - Britpop, C86, Power pop

The Summer Rain Archiveprecedenteprecedente

Facciamo un salto all'indietro nel tempo con il nuovo LP della band piacentina che fonde ispirazioni jangle pop, garage rock e "Paisley sound"

The Summer Rain Archive”, il terzo lavoro in studio dei The Temponauts, conferma l’attitudine di questa band a recuperare sonorità di epoche passate per rinfrescarle e consegnarle spensieratamente alle orecchie di oggi. Il combo piacentino inanella, infatti, una dozzina di nuovi brani che mettono insieme jangle pop, garage rock e melodie di scuola Paisley Underground fondendoli in una formula classica ma dal respiro fresco e sbarazzino.

Giunto a distanza di ben tredici anni da “The Canticle of the Temponauts”, ossia il precedente album della band, questo LP ripaga l’attesa facendosi apprezzare prima di tutto per le chitarre squillanti e nervose, spesso intrecciate in quel modo che fa pensare a Love e The Byrds che jammano con R.E.M. e Weezer, e poi per la voce dallo spirito adolescenziale che si mostra generosa e spigliata nel raccontare le storie dei testi. C’è sempre aria di anni Sessanta, certo, ma c’è anche quella ruvidità dei Nineties che impedisce alle canzoni di diventare troppo educate, grazie anche a melodie luminose attraversate da una lieve vena malinconica e cori che si infilano in testa al primo ascolto. Gli arrangiamenti, inoltre, sono abbastanza agili e furbi da non appesantire mai la resa finale. A tenere ogni cosa perfettamente in movimento ci pensa comunque la sezione ritmica, che contribuisce a dare al disco una piacevole sensazione di immediatezza (e, in tal proposito, sottolineiamo che, tra gli interessanti guests in questo disco, dietro le pelli si trova anche il grande Antonio Bacciocchi). 

Si sente forte e chiaro che i The Temponauts suonano semplicemente il rock che più amano, e la loro convinzione è totale e genuina. In alcuni momenti può sembrare che il sound complessivo si impasti in un magma un po' omogeneo ma, ascolto dopo ascolto, ci si rende conto che è solo apparenza e che le trame si consolidano in un quadro coerente e ispirato. Il quartetto, insomma, ha scelto la compattezza per attitudine, rifiutando compromessi e strizzatine d’occhio a soluzioni sonore più moderne, estranee al proprio immaginario. E in tempi di produzioni spesso iperlevigate, la sincerità dei The Temponauts è semplicemente preziosa. 

---
La recensione The Summer Rain Archive di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-09-10 18:58:23

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autoreavvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussioneInvia