Nel primo lavoro su lunga distanza della cantautrice romana si riflette sull'importanza di convivere con le proprie contraddizioni senza paura di cambiare
Un passo alla volta, stiamo imparando a conoscere il piccolo grande mondo di GIIN (al secolo Ginevra De Tommasi). Il suo universo interiore si scatenava con una certa urgenza già nei primi singoli, benché in maniera ancora acerba, e poi ha trovato nell’EP “Correre”, pubblicato nel 2024, una prima sintesi di canzoni introspettive, attraversate da una ruvidità sempre più incalzante. Dopo due anni, la cantautrice romana giunge finalmente alla sua prima prova su lunga distanza con “La persona peggiore del mondo”, pubblicato il 16 ottobre 2026 per Giungla Dischi/Artist First, in cui scopriamo ancora più da vicino le sue riflessioni e le sue idee. In queste nuove canzoni, infatti, GIIN fa i conti con le proprie inquietudini e cerca di imparare a conviverci senza costringersi a demonizzarle. Perché, a volte, il problema non è diventare “persone migliori” ma piuttosto smettere di pretendere di avere sempre tutto sotto controllo.
L’album riprende le coordinate sonore dei lavori precedenti, mescolando la sua ormai nota attitudine alternative rock corposa e viscerale con un’anima dream-pop dalle stratificazioni shoegaze, ma portando entrambe in una dimensione più articolata, in cui l’introspezione diventa vento che soffia e sposta i confini, rendendo il panorama vorticoso e instabile. Ogni punto fermo del passato non sembra più così certo, tutto si muove, tutto cambia e il concetto stesso di “casa” inizia ad assumere contorni differenti: può essere un luogo e poi un altro, una persona e poi un’altra, perché forse la vera “casa” è una condizione interiore che, come tutto il resto, si fa trasportare da quel vento incessante che soffia su ogni cosa.
Quello su cui GIIN sembra soffermarsi maggiormente è proprio questo: le certezze che vacillano, i pensieri che tornano a galla, le sensazioni difficili da mettere a fuoco. È in questa tensione sempre più spinta che la sua identità artistica sta prendendo forma e acquistando spessore, trascinando con sé anche il suono, che, alternando chitarre ariose a improvvise eruzioni elettriche, riflette altrettanto l’idea di continuo movimento e cambiamento. Un ulteriore slancio all’architettura dei pezzi contribuiscono a darla i synth variopinti, ma è l’interpretazione vocale di GIIN a tenere davvero le redini dell’intero gioco, sia nei momenti emotivamente più intensi che in quelli più granulosi e graffianti.
Tra i brani migliori, “Nessuna fretta”, con Giorgio Maria Condemi, che introduce fin da subito gli elementi distintivi della scrittura dell’artista; gli oltre sei minuti di “Guardami”, una ballata che riflette su come esporsi significhi accettare che qualcuno possa raggiungere anche le parti di noi che preferiremmo tenere nascoste; e la cover de “Il navigante” di Enzo Del Re, già proposta dal vivo a Mola di Bari nel 2025, in occasione del tributo al compianto cantautore pugliese. Una scelta insolita, quest’ultima, considerando la distanza temporale che apparentemente separa Del Re da una cantautrice classe 2003, eppure la canzone si inserisce perfettamente nella tracklist, anche grazie alla vicinanza tra le sue tematiche e quelle del disco.
Trasformando la fragilità in consapevolezza, “La persona peggiore del mondo” definisce meglio la vulcanica personalità artistica di GIIN, che, in maniera forse involontaria ma sicuramente incisiva, lungo l’intero LP sembra parlare tanto a suo nome quanto per un’intera generazione (e oltre!). Senza, però, pretendere di avere una soluzione, né per sé né per gli altri, quello che GIIN pone in primo piano in questo esordio è soprattutto la sua autenticità. E forse questo vale più di qualsiasi fantomatica certezza.
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La recensione La persona peggiore del mondo di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-10-23 22:52:36

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