un'atmosfera notturna e sospesa, tra synth analogici e nostalgia in VHS.
La copertina sembra arrivare direttamente da uno scaffale di videonoleggio degli anni Novanta: una vecchia VHS comprata dal supermercato, di quelle da 180 minuti, scelta come manifesto estetico per un progetto che guarda con decisione a un immaginario analogico e notturno. “Solitude”, inedito di mary's cassettes, parte proprio da qui, costruendo attorno alla nostalgia una piccola dimensione sonora sospesa.
Synth morbidi, riverberi e linee melodiche dilatate definiscono un dream pop che guarda agli anni Ottanta. Il brano procede per atmosfere e sensazioni, con una produzione che lascia spazio alle code dei suoni e a quella particolare indefinitezza tipica delle registrazioni pensate per accompagnare le ore più tarde. L'effetto è quello di un loop notturno, destinato a ripartire una volta arrivato alla fine.
Nel paesaggio di “Solitude” si possono riconoscere echi dei Blue Nile, soprattutto nella capacità di trasformare l'elettronica in materia emotiva, mentre alcune soluzioni riportano ai momenti più atmosferici degli Strokes di The New Abnormal. Sullo sfondo aleggia anche una certa inquietudine da televisione notturna, quella dimensione straniante che può far pensare alle visioni di Twin Peaks: luci basse, geometrie sfocate, una realtà che comincia lentamente a deformarsi.
Mary's cassettes dimostra già una notevole attenzione all'identità del progetto, capace di tenere insieme estetica e scrittura senza appoggiarsi a formule nostalgiche preconfezionate. “Solitude” è un primo tassello convincente, soprattutto per la naturalezza con cui riesce a costruire un'atmosfera riconoscibile. Un progetto da seguire con attenzione, perché dietro questo piccolo universo analogico sembra esserci ancora parecchio spazio da esplorare.
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La recensione solitude di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2026-11-06 00:00:00

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