Cronache da un mondo reale

Windmill Project nasce con l’intento di muoversi all’interno della musica rock, cercando di introdurre gradualmente nuove soluzioni. La prima scelta è l’abbandono della classica struttura strofa-ritornello: le canzoni sono storie che vanno raccontate dall’inizio alla fine senza ripetizioni. La melodia riveste grande importanza per suscitare emozioni nell’ascoltatore e deve mantenere un impeto romantico, alternando umori differenti e sottraendosi al mellifluo. I tempi e gli accenti vanno ricercati con immaginazione, per arrivare a creare nuove atmosfere. In musica il fine giustifica i mezzi: non esistono suoni o note non ortodossi, perché tutto è lecito se si suscitano sensazioni, che è l’obiettivo primario di chi non scrive per autoterapia. Nell’esplorare l’ampio spettro di suoni a disposizione di chitarra e basso, la rassicurante presenza del pianoforte fa da guida e da interprete. Non c’è spazio per il superfluo: con poche note al posto giusto si può generare un mondo, ma talvolta una in più del dovuto è sufficiente per distruggerlo. Evitiamo l’esasperazione della tecnica legata alla velocità, preferendo piuttosto la cura del suono, da assaporare senza fretta, prediligendo semmai le pause. In conclusione, Windmill Project si impegna a sfruttare il vento instabile dell’ispirazione per descrivere, anche attraverso i testi, sentimenti reali in cui sono chiamati a immedesimarsi indistintamente chi suona e chi ascolta.

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