"out of the business into Rock&Roll" "work: a wasted time between two gigs" "all I want's to rock it" Sono rispettivamente: il titolo di una canzone di The Tubes, una pubblicità di una nota marca di strumenti musicali, una frase tratta da uno dei brani dell'ultimo lavoro, appena terminato e in avvio di distribuzione in questi giorni, dei WORLD END CITY. Frasi ad effetto, da stampare sulle t-shirt, ma che potrebbero benissimo rappresentare lo spirito che ha spinto quattro musicisti della provincia veneta (tra Padova e Treviso) a formare un gruppo che ha i piedi nel Triveneto e la testa tra Manchester e il midwest americano. WORLD END CITY, tre parole come a dire "la città alla fine del mondo" o "della fine del mondo". Un progetto Rock nato nel 2007 con la realizzazione di un EP ("All the space before us", tutto lo spazio di fronte a noi) che introduceva canzoni semplici, ballads in puro stile "brit", che sanno fare a meno dell'elettronica e che preferiscono far respirare le chitarre e le voci e le ritmiche, convincenti ed esigenti ma mai invasive. Questo primo lavoro non solo è stato oggetto di lusinghiere recensioni (come quella qui sotto riportata su SONIC BANDS o quella di DEMO di Radio Uno), ma ha consentito ai WORLD END CITY di arrivare alle fasi finali di concorsi come Italia Wave, Rock Targato Italia, Mind The Band. In questi ultimi due anni, occupati in gran parte dalla messa a punto del nuovo repertorio e dalla produzione (autoproduzione, prego!) di questo nuovo album, l'insegnamento e il riferimento di una certa musica "brit" (parliamo di Oasis, Supergrass, Stone Roses, ma anche Block Party, Editors,…) hanno portato i WORLD END CITY ad aumentare progressivamente i bpm delle loro composizioni, ad introdurre distorsioni valvolari e asprezze sconosciute al primo repertorio, a virare cioè più decisamente verso il Rock&Roll nell'accezione e interpretazione più attuali. L'album appena terminato ("Secret wings") racchiude così in sé un'insolubile alternanza e contrapposizione tra tessiture tipicamente R&R, al limite del punk-rock, e ballate acustiche dalle melodie facili ma non banali. Il sapiente lavoro di mastering di Brian Lucey del Magic Garden Mastering (quello dei Black Keys) ha rivestito il tutto di una sonorità molto moderna, anche più americana delle originali intenzioni (come la si trova in alcuni tra i più recenti lavori rock di Alberta Cross, o Arcade Fire o degli stessi Oasis). Ora che i WORLD END CITY si preparano ad iniziare il lavoro di promozione e distribuzione di questo album – già disponibile su Bandcamp e a giorni anche su iTunes – la loro testa è già tutta sul nuovo repertorio, quasi pronto per un nuovo cd, una decina di altre canzoni che non lasciano spazio a "trucchi" o "messaggi nascosti": canzoni veloci, liriche dirette, che vanno al cuore e alla testa, canzoni che (sì, questo è voluto !) possono essere suonate anche con la sola chitarra e tanta, tanta voglia di Rock. Line -up : Michele Bernardi: Voce – chitarra acustica Antonio Micheli: Chitarre acustiche ed elettriche Fabrizio Micheli: basso Diego Vergari: batteria

Ultimi articoli su World End City