Album di debutto per Edoardo Vergara, in Arte V.EDO

Un giorno, credo fossero le 5.30 se non le 6.. Stavo raccogliendo le carote e le ultime patate di un orto che abbiamo in prestito da coltivare vicino a casa... al “sas della volp”...
Inforco la terra e sento chiamare "Edooo"...Urlo in risposta: "Maxxx"...
Mi viene incontro con il suo solito cappellino da lupen e uno sguardo vispo e mi dice: "ho sentito Pasquale e gli ho detto che scrivi canzoni e che secondo me c'è del buon materiale per registrare un disco e lui ha detto che ci stà".
Così, èpartito tutto, o forse vorrei pensare che semplicemente è ricominciato qualcosa... Qualcosa di diverso per ciascuno di noi... Ma per cui ciascuno era disposto a dare... Poi è semplice e quasi naturale sono arrivate le cantine fumose, pasta, rec, fraterni deliri e speranza come lievito.
Qualche mese prima vivevo e viaggiavo in Spagna suonando in strada. Ho girato un po' tutta l'Andalusia per poi fermarmi a Tarifa de Maruecos. Qui Suonando con una formazione più stabile: un trio di chitarra battente due voci e tromba, ci chiamavamo Barrica Trabajo Groove...
Prima di partire suonavo con una band reggae-ska-punk il basso per un motivo semplice... E cioè che è più facile trovare uno o due chitarristi che un bassista e perché perdere tempo ?
Il mio primo gruppo, in cui cantavo e suonavo la chitarra, si chiamava "spaventapasseri"
Quando avevo 8 anni ho iniziato a suonare la chitarra, il mio maestro si chiamava Pino.
Quando mia madre gli chiedeva se bevesse qualcosa lui ricordo diceva sempre... Si un bicchier d'acqua e mezzo litro di vino...
Gli ho sempre voluto tanto bene... Tenevo il ginoccchio alzato sopra al poggia piede, mi piaceva H. Villa Lobos, Leo Brouwer e Fernando Sor.