"Kraut, electro, house, tecno, pop, jazz, trip-hop, ambient. Apply the label you prefer. Apply all of them if you want, or none." (Rockit)

2Pigeons are an electronic duo based in Milan, Italy.
In October 2008 they release their first self-produced EP 2Pigeons.
They share stages with Paolo Benvegnù, Beatrice Antolini, Malika Ayane, Patti Pravo, Teresa De Sio, Rossana Casale, We Have Band, Dorfmeister, Otto Ohm and Alessio Bertallot.
In 2009 they win the 2009 DEMO AWARD for best project of the year, a prize given by the national radio program Demo Radio1 Rai. In the summer of the same year they record their first full-length album Land. The album came out officially on January 8th for the independent label La Fabbrica Etichetta Indipendente. In April 2010 the video clip of their single Open Doors is presented in preview on web magazine XL, Repubblica and then selected for the Protoclip, Festival International du clip musical. On February 7th, 2012 their second album Retronica is released. Important Italian musicians like Roy Paci, Giovanni Gulino (Marta sui tubi), Enrico Gabrielli (Afterhours, Calibro 35) and Pierpaolo Capovilla (Il Teatro degli Orrori) contribute to this record. Hard Working space is the first single of this album. The video is presented in preview for the RollingStone magazine. It is broadcast on Deejaytv for several weeks and is selected at the Freenetworld International Film Festival 2012 and the Barcelona Musiclip Festival 2012.
At the moment they are touring in Italy with the Italian band Il Teatro degli Orrori.



RETRONICA ovvero il tentativo di avvicinare ciò che all‘apparenza può sembrare distante e inconciliabile.
L’elettronica e la musica totalmente suonata. Un immaginario vintage e storie che nella loro surrealtà raccontano le difficoltà e le paure del presente. L’apparente freddezza dei suoni sintetico-analogici e l’urgenza di esprimersi per quello che si è.
Nel loro secondo lavoro i 2Pigeons fanno coincidere gli opposti e mettono ancora di più a fuoco le direzioni di un percorso che fino ad oggi, vedasi biografia, li ha visti fare incetta di riconoscimenti e date dal vivo e il cui apprezzamento viene testimoniato qui dalla presenza di alcuni ospiti importanti tra cui Giovanni Gulino di Marta sui Tubi, Pierpaolo Capovilla de Il Teatro degli Orrori, Enrico Gabrielli, Roy Paci.
Dopo il precedente “Land” (2010), questo nuovo disco è un viaggio interplanetario dove la metamorfosi, nella sue varie forme fisiche e mentali, diviene il tema ricorrente di canzoni dalle vicende spesso imprevedibili e fantastiche, che attraversano con rara coerenza le molteplici espressioni dell’elettronica.
I punti di vista si ribaltano, anche all’interno di uno stesso brano, così come le strutture musicali, frutto dell’immaginazione instancabile di Kole Laca e Chiara Castello. Techno, house, electro, trip-hop, dubstep e hip-hop diventano quindi dei semplici nomi di generi, mentre ad emergere è soprattutto una tendenza alla contaminazione chimica che trova il proprio compimento nell’approccio del tutto artigianale alla scrittura.
I 2Pigeons usano infatti tastiere, synth, kaos pad e loop station ma evitano il computer, rivolgendosi alle macchine con un’indole agonistica che, in studio e soprattutto dal vivo, punta ad utilizzare gli strumenti al massimo delle loro possibilità e potenzialità. Quello che ne esce sono canzoni dalle strutture molecolari di loop ritmici, melodici e vocali che via via s’arricchiscono di sfumature.
Tale particolarità in “Retronica” alimenta un percorso fra tracce che s’interrogano sulla propria identità in un surplus di rifrazioni vocali (Completely lost), o raccontano storie di donne delle pulizie abbandonate sulla navicella sovietica Vostok (Hard working space) e di novelli Icaro che sfidano il limite per eccesso di brio alcolico (Ikarus). Oppure ancora narrano da due punti di vista opposti (9mm parabellum, Teknowest) la biografia di un proiettile che trova il proprio senso nella fine di qualcun altro.
Perché per i 2Pigeons tutto si trasforma in un continuo avvicendarsi di eventi mutabili e mutanti. Così una canzone popolare albanese può diventare una drammatica lovesong industriale (Turtulleshe) e la descrizione di come si costruisce il timer di una bomba (Nervous countdown) viene usata come metafora perfetta e sorprendente di un sentimento represso per troppo tempo che diventa esplosione musicale.