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Descrizione

Alle Hawaii esiste uno strano modo di celebrare i funerali: parenti e amici del defunto si riuniscono in spiaggia, in pantaloncini e ciabatte, indossano corone di fiori colorati, cantano e danzano. Ma i colori, i canti e le danze tradizionali sono solo la parte visibile di un rito che porta in sé il dolore di un lutto e l’umana necessità di darvi una forma tangibile. Allo stesso modo il primo lavoro di Calavera, con la sua dicotomia tra ritmiche sostenute e chitarre funk da un lato ed una vena malinconica e arresa dall’altro, celebra una fine con l’entusiasmo di un nuovo inizio.

Un disco che esplora le contraddizioni che sorgono quando ci si imbatte in un nuovo inizio, attraverso la contrapposizione tra ritmiche sostenute, chitarre "funkeggianti", drum machine ed una vena malinconica ed arresa che scorre incessantemente lungo i nove brani del disco. Testi intimi, stati d’animo, emozioni e fugaci riflessioni notturne: un linguaggio semplice, che non racconta storie di uomini e donne ma tende all’esplorazione solitaria delle ragioni personali, delle necessità e delle emozioni. Un immaginario svincolato dall'idea di condivisione, della ricerca di riferimenti comuni, come un’imbarcazione solitaria che cerca la propria rotta in una notte piena di stelle. Otto brani originali, uno dei quali diviso in due parti, e la cover di “Le case d’inverno” di Luca Carboni, scelta per la natura malinconica e casalinga del testo e filtrata attraverso l’immaginario musicale di Calavera.

Brano per brano:

1- Le cose non risolte (parte uno):
E’ il benvenuto all’ascoltatore. Il cantato recita una frase… lo avvisa su quello che succederà nei prossimi 32”

2) I miei discorsi:
Quanto possono essere ingombranti le cose che non osiamo dirci nei rapporti personali? Così grandi che riempiono i vuoti …e a volte si fa fatica a lasciarle andare via. Così profonde che prima o poi, “divoreranno anche la pelle e non se ne andranno mai”.

3) La libertà nascosta:
Questa canzone parla della instabilità dei rapporti umani. Di quell’idea di libertà secondo la quale le vite che incrociamo sono solo stazioni, approdi temporanei. Ci si sente liberi quando si accetta di essere solo di passaggio?

4) Le case d’inverno:
E' uno dei miei brani preferiti di Luca Carboni. L’ho scelto perché mi ricorda tenerezze e amarezze della pre-adolescenza.

5) Mentre dormi:
La luna piena. La notte profonda. Lei che dorme accanto a me… e poi un vortice di pensieri, di ricordi e di considerazioni nelle quali il sonno si scioglie fino a svanire, fino a che la notte lo divora e lo annulla.

6) Come i fiori:
E' il brano dal quale tutto ha avuto origine. Descrive, dopo dieci anni, la sensazione di abbandono che mi procura il ricordo del funerale di mia madre. Il brano conserva in sé una speranza profonda: quella di potersi incontrare di nuovo ed essere leggerissimi, silenziosi e immensi.

7) Se finisce il mare:
Un brano sulla fine dei sentimenti. Amicizia o amore che sia, i rapporti umani sono minacciati dalla vanità, dall’incapacità di cedere il passo. Dalle difficoltà a mettere da parte se stessi in nome di egoismi competitivi e sterili.

8) Nuovi modi per capire:
Quando ci si mette d’impegno nel cercare di risolvere le proprie ossessioni si attraversa una fase in cui, nonostante si esplorino soluzioni diverse, i risultati sembrano non cambiare mai. Questo brano parla delle risposte alle ansie quotidiane. Della voglia di continuare a scavare finché la terra cambi odore.

9) Le cose non risolte (parte due):
E’ il congedo all’ascoltatore. Il viaggio è concluso e “Le cose non risolte adesso sono qui… e ridono di noi.”

Credits

Testi e musiche di Calavera (Valerio Vittoria)

Suonato da:
Calavera, Donato Stolfi, Enrico Messina, Carlo Barbagallo, Luca "Lallo" Mangani
Prodotto da Calavera e Carlo Barbagallo.
Registrato e mixato da C. Barbagallo presso Ordigno studio e Radion (To).
Masterizzato da Andrea Suriani presso Alpha Dept. (Bo)

Facebook: www.faceboock.com/ilcalavera
Instagram: calavera_musica
Etichetta: Libellula
Distribuzione Audioglobe
Press: Libellula Press
Booking: valvitto@gmail.com

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