Indipendente (e autonomo) per vocazione, povero per scelta (degli altri)

Death Of A Red Fish è il progetto di un musicista represso.
Si avvicina alla musica in tenera età e, negli anni, arriva a possedere almeno una decina di strumenti, ma da sempre non può suonarli in piena libertà a causa di restrizioni condominiali, un vicinato ostile (il suo storico vicino è un prete con perpetua al seguito) e genitori fin troppo interessati al quieto vivere. Sviluppa così una dipendenza da cuffie/auricolari dalla quale tuttora non riesce a liberarsi; fonti a lui vicinissime lo vogliono (almeno parzialmente, si spera) audioleso entro i trent'anni. Irrimediabilmente invidioso nei confronti di chi può schitarrare selvaggiamente, martellare sulla batteria o ascoltare la propria musica preferita a tutto volume senza che nessuno gli rompa le scatole, sente il bisogno di dare un senso (si fa per dire) ad una passione mai abbandonata ma coltivata troppo silenziosamente.

"The Dement Tapes" - primo EP del 2012 - è Il frutto di alcuni giorni di alienazione in cuffia. Una raccolta di brani realizzati in casa (come facevano le nostre nonne), interamente al computer, con scarse conoscenze informatiche, una tastierina difettosa e software di facile utilizzo. Delle demo nude e crude che non conosceranno mai la gioia e il lusso di un missaggio professionale. Un modo come un altro per dar vita a libere associazioni musicali, ovvero, dare sfogo alla creatività senza freni, senza generi e, soprattutto, senza preoccuparsi del risultato. A dimostrazione del fatto che, purtroppo o per fortuna, tutti possono fare musica con tutto (o quasi).

il 21 Marzo 2013 esce "Songs Of Loose Morals", evoluzione del concetto sopra espresso.

Il 9 Ottobre 2013 esce "A Dummy's Ribs", una mini raccolta di variazioni sul tema di "Dummies" (brano tratto dal precedente EP "Songs Of Loose Morals").

Il 15 Giugno 2015 è la volta di "The White Albumen", una raccolta di brani strumentali (registrati interamente con una piccola tastiera midi collegata a un iPod touch, come vuole la tradizione) concepita per i pomeriggi tipici e apatici dell'utente medio dei social network. Al di là delle intenzioni apparentemente pretenziose, la motivazione di questa scelta risiede esclusivamente nell'assoluta mancanza di voglia di cantare dell'autore.

il 31 Ottobre 2016 esce "Micro Cheap Music", manifesto definitivo dell'elettronica dei poveri

Ah...quasi dimenticava: non ha un biografo di fiducia, ma scrivere in terza persona è decisamente più figo!