Descrizione a cura della band

Fin dalla prima traccia, dalle chitarre minimali “e a tratti sgangherate” accompagnate dalle quattro voci del Gotto Esplosivo nell’Intro(Verso), “Di Fuoco e Di Rabbia” si configura come una confessione.
E’ un’intima, e non per questo poco sincera, visione del mondo che circonda la band.
Meglio ancora, “Di Fuoco e Di Rabbia” è la reazione spontanea al mondo osservato, vivisezionato e raccontato attraverso la musica del Gotto Esplosivo. I temi trattati all’interno delle dodici tracce sono ampi: dall’abuso di potere (“Largo Al Re”), alla “canzone d’amore sotto mentite spoglie” (“Catrame”), fino alla riflessione su se stessi (“Versus Me”) e sulle contraddizioni del mondo (“Mondo Bipolare”); il tutto a volte urlato da un sound potente e nervoso, altre accarezzato da armonie più dolci.
In questo agglomerato di pensieri e spunti di volta in volta diversi, resta un unico fulcro attorno al quale ruota tutto l’album: il potere e l’amore per la musica, vista come “la forza che ci ha resi vivi finora e che tuttora sta alla base di qualsiasi cosa”.
La musica viene recepita come canale per esternare i sentimenti e le confessioni più intime: non è un caso che proprio a questa forza venga dedicato “Il Primo Passo”, brano sviluppato con set acustico e fulcro sia fisico sia emotivo dell’album.
L’introspezione condotta per le prime undici tracce di “Di Fuoco e Di Rabbia” permette alla band di raggiungere la consapevolezza dell’esistenza di un male che vive intrinsecamente all’uomo. Un traguardo che non rimane fine a se stesso ma che sprona il Gotto Esplosivo, e si spera anche l’ascoltatore, a non arrendersi di fronte all’evidenza pur correndo il rischio di andare “Al Diavolo”, appunto, dodicesima e ultima traccia dell’album.

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