Descrizione a cura della band

Kento torna in studio per un nuovo progetto musicale insieme ad una vera e propria all star band, proponendosi di prendere il meglio dell’espressione lirica sperimentata nell’album precedente e unirla ad un sound che abbandona quasi del tutto i classici campionamenti tipici della musica rap per affidarsi al calore del suono analogico.
Dal punto di vista dei testi, la passione per il rap degli Anni ’80 e ’90 incontra quella per il cantautorato italiano e la canzone di protesta degli Anni ’60 e ’70, insieme agli echi d’oltreoceano della spoken word e slam poetry/dub poetry più storica (Gil Scott-Heron, The Last Poets, Mutabaruka, Linton Kwesi Johnson).
Dal punto di vista del sound, il nuovo progetto si propone di ridiscendere le radici della black music fino al blues del Delta degli anni ’20 e 30, partendo dalla “musica del diavolo” di Robert Johnson ma senza dimenticare la lezione di gruppi come The Roots, A Tribe Called Quest, De La Soul, Blackalicious, Jurassic Five e di concept come Guru’s Jazzmatazz e Blakroc, l’album del 2009 che vede i Black Keys accompagnare alcuni tra i rapper più noti della scena di New York.
La produzione artistica è affidata a David “Shiny D” Assuntino (pianoforte, synth, piano elettrico, organo, voce: Torpedo Sound Machine, Livity Band) e a Federico “JolkiPalki” Camici (basso, ukulele bass: Torpedo Sound Machine, Honeybird & The Birdies). Gli altri musicisti coinvolti in pianta stabile sono Davide Lipari (chitarra, armonica, voce: One Man 100% Bluez), Cesare Petulicchio (batteria, percussioni: Bud Spencer Blues Explosion) e i Dead Shrimp, trio delta blues composto da Sergio De Felice (voce), Alessio Magliocchetti (chitarra, dobro, slide guitar) e Gianluca Giannasso (batteria, percussioni).
Le collaborazioni confermano la trasversalità del progetto: si parte da Paolo Pietrangeli, caposcuola della musica di protesta degli anni ’60/’70 e autore della storica “Contessa” e si arriva fino ad Havoc dei Mobb Deep, gruppo rap newyorchese che, a partire dagli anni ’90, ha riscritto il concetto di hardcore nell’hip hop contemporaneo. Ma non finisce qui: nel disco sono ospiti anche altri rapper di spessore assoluto come Danno dei Colle der Fomento ed Ensi, indiscutibilmente il miglior freestyler d’Italia. E troviamo anche il poeta Lello Voce, principale esponente della slam poetry nel nostro Paese, il sound reggae internazionale di Lion D, lo storico dj e produttore Ice One e – non ultima - la voce di Giovanni Impastato, che racconta un aneddoto inedito sulla vita dell’indimenticabile Peppino.

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