L'Epsilon è un saggio di canzone pop-rock-d'autore di Stefano Mingarelli

L’Epsilon, Stefano Mingarelli, Inizia a scrivere poesie e canzoni verso i 15 anni, scoprendo Poe, Baudelaire, Rimbaud e Pasolini. In quegli anni ascolta soprattutto Joy Division, Bauhaus, Wire, Ramones, XTC. A 18 anni fonda una band chiamata Alter Ego, che poi si chiamerà Disagio, suonano un buon Rock-New Wave. Sente Joy Division, Syd Barrett, Nick Cave, Fabrizio de André, Tim Buckley, Serge Gainsbourg, Piero Ciampi. Suona in una rock band chiamata Mosquitos dal '96, anno d’esordio, al '99, come chitarra solista e co-autore dei brani, con loro gira per un centinaio di date in lungo e in largo nel centro Italia, dal Big Mama di Roma alle sagre dei paesi più sperduti. Partecipa a tutte le session di registrazione e agli arrangiamenti del loro album d’esordio “I only use my gun whenever kindness fall”, poi lascia la band a causa di disaccordi sulla lingua da usare nei testi. Per circa dieci anni si dedica ad una sorta di "scuola" folk/blues, suonando live con il grande Eric Andersen (in alcune sue date italiane), con Peaches Staten, dividendo il palco con due grandi come Pippo Guarnera (Ligabue, Napoli Centrale) , Vince Vallicelli (Carey Bell, Sugar Blue, E.Finardi, G.Nannini, P.Bertoli) , suonando sull’indoor stage del Liri Blues Festival nell’edizione 2004, caratterizzata dall’ultima esibizione live del grande Jimmy Smith. Nel maggio 2008 Stefano Mingarelli presenta alcuni dei suoi nuovi brani alla trasmissione radiofonica Volunteers di John Radio (Fr). Nel 2011, Stefano Mingarelli inizia a lavorare al suo nuovo progetto “l’Epsilon” che diverrà il suo sinonimo, scrive molte nuove canzoni, dieci delle quali confluiranno nel suo album d’esordio come solista “sadica poroda”, acronimo di: “saggio di canzone pop rock d’autore”. Il disco, arrangiato con molta cura, riflette nelle musiche e nei testi dei repentini sbalzi d’umore, delineandosi come una specie di “concept album” sulla condizione Borderline. L’incipit del lavoro è stato quello di spalmare a tinte forti, e a tratti volutamente grasse e patinate, le viscere e i nervi scoperti dell’autore. Nelle composizioni de l’Epsilon si ravvisano nelle composizioni generi che vanno dal Beat al Pop Italiano, dall’Elettronica analogica al Rock psichedelico, dal Blues-Swing al Progressive. C'è inoltre una sola cover, tradotta dal francese di Serge Gainsbourg, Come un boomerang, rimasta inedita per anni e pubblicata postuma dalla Melody Nelson Publishing che, restando positivamente sorpresa dall’edizione italiana de l’Epsilon, ha patrocinato il progetto.