Una chitarra classica distorta. Un basso a due corde e un bottleneck. Una batteria ridotta all'essenziale. Elettronica q.b.
Non è una dichiarazione d’intenti. È semplicemente il modo in cui suonano i MOOSTROO.
Il trio nasce a Bergamo nel 2012 dalle macerie di un collettivo di undici buskers, attivo dalla fine dei '90.
Dulco Mazzoleni, Francesco Pontiggia e Igor Malvestiti fanno un’operazione per sottrazione: eliminano strumenti e arrangiamenti, lasciando l'indispensabile. Rimane un suono difficile da categorizzare.
I MOOSTROO possono ricordare il post-punk, o un blues elettrico storto, hanno tensioni funk e rievocano la canzone italiana quando smette di essere piacciona. Ma il punto interessante è quello che succede fra queste cose: musica scarna e fisica, capace di passare dalla melodia all’attrito senza preavvisare, sberla e carezza.
La ciccia è fatta di parole (segnalati al Tenco 2014).
I MOOSTROO possono raccontare cose molto serie, ma non perdono il loro caustico sarcasmo.
I MOOSTROO raccontano l'uomo che tenta disperatamente di mettere ordine nel proprio desiderio e nel mondo, scoprendo ogni volta che il caos che combatte è anche una parte di sé.
Non chiedono chi siano i mostri: partono dal sospetto che siamo noi.
Nel 2014 pubblicano l'omonimo "MOOSTROO", coprodotto con Stefano Gipponi de Le Capre a Sonagli. Silvano pistola, Valzerino di provincia e Umore nero iniziano a circolare tra video, radio e stampa; XL Repubblica presenta il disco in anteprima streaming. Poi succede la cosa che probabilmente spiega meglio la band: il primo tour di 67 concerti.
Nel 2016 esce "Musica per adulti". Il titolo promette maturità, il disco fortunatamente no. È un lavoro sull’amore attraversato da desiderio, insofferenza, ironia e una discreta quantità di incidenti emotivi. Partecipano Giuseppe Falco (chitarra) de Le Capre a Sonagli, Luca Barachetti (voce) e Leonardo Gatti (violoncello).
Poi i MOOSTROO fanno una cosa poco consigliabile per chi vuole costruirsi una carriera: si prendono il loro tempo, convinti che la musica vada presa sul serio e soppesata perché abbia senso.
Nel 2023 tornano con "Male", primo capitolo di un progetto in due parti. Nel frattempo il suono non si è addomesticato. È diventato più essenziale. Più consapevole dei propri difetti e quindi meno interessato a correggerli. Il trio continua a suonare e porta la propria musica anche fuori dai circuiti strettamente rock, incrociando parola, letteratura e performance, tra le altre cose nella collaborazione con la rassegna "Fiato ai Libri".
Oggi i MOOSTROO stanno lavorando al quarto disco e all'esplorazione delle macchine elettroniche.
Ed è probabilmente qui che la loro storia diventa più interessante.
Perché dopo anni di concerti e tre album più uno in cantiere, non stanno cercando di rendere più normale quella strana macchina costruita nel 2012. Stanno facendo il contrario: stanno cercando di capire fin dove può arrivare.
Una chitarra classica che non vuole fare la chitarra classica.
Un basso che non ha necessariamente bisogno di quattro corde.
Una batteria che non vuole riempire gli spazi.
Tre persone che non sembrano particolarmente interessate a nutrire il loro ego.
MOOSTROO sono:
Dulco Mazzoleni — testi, voce, chitarra classica distorta
Francesco Pontiggia — basso, basso a due corde, campionamenti, voce
Igor Malvestiti — batteria e drum machine
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L'articolo Biografia MOOSTROO di MOOSTROO è apparso su Rockit.it il 2026-09-22 22:19:53


