Descrizione a cura della band

Forse conoscete già i Margot, il duo composto da Giaga Robot e Pepe che sono i responsabili del nuovo EP per Hell Yeah: il loro singolo Liuff Settanta è diventato una insolita hit underground, scelto anche da Sven Vath per la sua compilation Sound of the 13th Season, mentre James Holden è un fan attento: non solo mette in pista buona parte della musica dei Margot, ma anche loro sono ormai parte integrante della famiglia Border Community.

I due sono anche specialisti del live, e hanno suonato recentemente in tutta Europa oltre ad aver consegnato potenti remix per Daniel Snaith nella sua identità di Daphni. Sempre coerenti, continuano a confondere le aspettative con questo nuovo 12”, fornendo tre pezzi vigorosi ed epici che combinano esercitazioni analogiche con ritmi techno dub, accompagnati da un remix di Prins Thomas.

La title track Fank1 ribolle su una cassa dritta affilatissima, mentre una chitarra sporca con i suoi riff la parte centrale della traccia. Da qui in avanti parte un ecosistema di synth che adorna il brano mentre il letto morbido del dub continua a ondeggiare nel sottofondo.

Alt è imperniato su uno schema irregolare di accordi, sostenuto da canti africani aggraziati e sporadici, così vivaci che potevano solo essere suonati dal vivo. Parte piano, ma finisce con un’intensità che scalda l’anima in un modo che ricorda sia Âme che Ricardo Villalobos.

Il remix arriva dal peso massimo della disco norvegese Prins Thomas, e con i suoi dieci minuti di durata diventa un viaggio epico per antonomasia. Linee metalliche di synth ballano attorno a una batteria libera, con vortici distanti di vento cosmico che aggiungono prospettiva mentre si ascolta meravigliati il racconto sonoro che si dispiega attorno.

Ci sono svariati livelli sonori nella musica di Margot, ma il suono non è mai sovraffollato o troppo complicato, risultando invece confortante e stupefacente in parti uguali. Con basi come queste, è evidente che i Margot sono indirizzati verso grandi cose in un futuro non troppo distante.

Grafiche originali di “His Abusive Kindness”, alias Andrea Amaducci.

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