Descrizione

L’EP si apre con l’intro “Alberi” che ci riconduce al cerchio della vita dalle molecole che ci compongono, sino alla rinascita in qualcos’altro. “Deriva” è un canto sulla nostalgia della propria terra e delle proprie radici (all’interno della traccia la presenza infatti di registrazioni dei rumori delle Orte di Otranto). Il concetto si espande anche a tutte quelle persone che cercano la propria terra o un posto dove sentirsi a “casa”, rischiando a volte anche la vita. “Lost in Tokyo” conduce l’ascoltatore verso atmosfere orientali, ed è un omaggio al film Lost in Translation di Sofia Coppola. La title-track “Urobori” si riallaccia al concetto di ciclo, e rappresenta ironicamente la ciclicità settimanale di sopravvivenza di un musicista precario. Gli ultimi due brani virano fra frequenze Rock e New Wave: “Prototipi” è l’immagine dispotica di una società che ci vede “giusti” solo se programmati in un certo modo, mentre “Recycle” parla della reincarnazione dopo la morte, delle macchie che portiamo lungo la strada della vita e su come possiamo trovare uno scopo per essere sereni su questo pianeta finito e non eterno.
“La mia è una voce che uso per raccontare punti di vista, pensieri e concetti universali su cui poco ci soffermiamo” dichiara Nebüla.

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