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Descrizione

Si parla spesso di canzone e poesia. Spesso si dice “questa è una canzone poetica” oppure “il testo è come una poesia”, ma se andiamo a leggere effettivamente il testo della canzone (senza ascoltare la musica) ci accorgiamo che, nella maggior parte dei casi, non potrebbe mai reggere ad una lettura e soprattutto a un reading di fronte a un pubblico.

Dobbiamo ricordare che storicamente la poesia nasce come recitazione. Il testo deve prima avere la fluidità e/o il ritmo necessario affinché, nel momento dell'ascolto, il suo impatto emotivo e la stratificazione dei significati aumentino invece di diminuire. Una volta soddisfatta questa condizione avremo un testo definitivo come poesia ma ancora grezzo per la sua utilizzazione come base di una canzone. Non possiamo semplicemente mettere in musica una poesia. Dobbiamo tener conto del ritmo, dei tempi e delle esigenze che la scrittura di una composizione musicale esige. Per fare questo abbiamo bisogno di un poeta reale e di un compositore reale. Nella loro interazione la musica cambierà in funzione del testo e il testo cambierà in funzione della musica. Questo lavoro di scambio è la base per ottenere un risultato interessante che vada al di là della semplice somma delle parti e che riesca a moltiplicare la forza della composizione.

È quello che abbiamo cercato di fare con "La canzone che vive tre volte", "Oggi il futuro ti racconto" e le altre che seguiranno. Mentre le grandi case discografiche stanno puntando sempre di più su un prodotto, noi stiamo offrendo un'esperienza, un lavoro creativo, letterario e musicale. Mentre il recitato delle canzoni in vendita in questo momento è soprattutto rap, noi abbiamo osato inserire in alcune di queste canzoni la poesia recitata. L'obiettivo è stato quello di presentare un lavoro dal fortissimo impatto emotivo, che potesse rendere fresche parole ormai abusate. Prendiamo ad esempio i primi versi di "Oggi il futuro ti racconto":

Oggi è un altro giorno, figlio mio
mia fragile carne che tremavi alla morte
ora è la morte che trema, guardandoti
e piange… e piange

Sì, qui c'è quella parola che è praticamente bandita nella maggior parte della canzoni attualmente in commercio. Nonostante questo, la canzone è un inno alla vita, una delle canzoni più ottimistiche e felici mai pubblicate.

Con questa operazione pensiamo di essere andati verso un terreno inesplorato dove la scrittura del testo poetico interagisce direttamente con la composizione della musica. In un panorama di completa mercificazione della musica, abbiamo proposto un'esperienza creativa che ha come obbiettivo un libero prodotto artistico, senza alcuna forma di costrizione.

Come lasciano presagire le parole finali de "La canzone che vive tre volte" (una sorta di micro-storia della canzone italiana), il lavoro proseguirà:

La prima canzone vola nel cielo
La seconda affonda nella terra profonda
La terza è un grido, una supplica al vento
ed è l'ultima, l'ultima, l'ultima
ed è l'ultima, forse
non più l'ultima?

Credits

1. La canzone che vive tre volte (5:36) S. Saccocci musica, piano e voce, P. Olmeda testo poetico
2. Oggi il futuro ti racconto (9:55) S. Saccocci musica, piano e voce, P. Olmeda testo poetico, M. Strano sax soprano e sax elettronico
3. Forse ti ho inventato (4:44) S. Saccocci musica, piano e voce, P. Olmeda testo poetico, M. Strano sax tenore e sax elettronico
4. Assassino senza colpa (5.11) S. Saccocci musica, piano, voce e testo, M. Strano al sax tenore
5. Forse ti ho inventato - versione recitata (5:15) P. Olmeda voce ed effetti al computer

Le canzoni 1) e 2) sono state registrate presso HOME STUDIO da Toni Antinori a Brogliano (VI). Le canzoni 3) 4) e 5) sono state registrate a Padova nel formato 24 bit 88.2 kHz con il sistema operativo AudioLInux (www.audio-linux.com).

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