Descrizione a cura della band

La raffinatezza del rock femminile in “un attestato di ottimismo, un inno al sorriso, una danza ad un giorno di sole”. Così la cantautrice e clarinettista romana Agnese Valle ha voluto definire “Allenamento al buonumore”, il suo secondo disco, disponibile in tutti i digital store. "Allenamento al buonumore" è un disco schietto, fresco, asciutto. Senza orpelli. Un album figlio dell'esperienza live maturata in questi ultimi tre anni. Un’opera corale, costruito in sala prove, in cui la band è al centro di tutto e lavora insieme nelle varie fasi di produzione: dall'arrangiamento all'esecuzione. Perché l’intento è quello di “scattare una fotografia al live” eliminando lo scarto che spesso si ha tra la "musica registrata" e quella "suonata".
“Il secondo disco – dice Agnese Valle - è sempre un passo piuttosto importante: è la conferma delle "prime impressioni". La rettifica. E’ un rito di passaggio verso l'età adulta. Racchiude l'esperienza di un debutto e la successiva evoluzione ”.

A chi ironicamente le rimprovera una tendenza “wertmülliana” nei titoli, risponde: “Dopo il primo disco ‘Anche oggi piove forte...’ ho deciso che i titoli lunghi, sempre più lunghi (stavolta ho aggiunto anche due sillabe) diventassero un po' un marchio di fabbrica”.

“Allenamento al buonumore” è composto da dieci brani. Tra questi, una cover che va a pescare nel repertorio di Ivan Graziani: Maledette malelingue. La scelta non è casuale ma guarda sempre all’esperienza live della Valle, che la scorsa stagione ha portato in tour uno spettacolo su Graziani dal titolo “Agnese canta Agnese”

I BRANI TRACCIA PER TRACCIA (secondo Agnese Valle)

1)TEMPERATURA DI FUSIONE
Le canzoni nascono da ogni cosa: dalla vita, dalle pagine di un libro, da una fotografia, da un film. “Primo amore” di Matteo Garrone lo vidi la prima volta al cinema Barberini, una mattina in cui decisi di non andare a scuola. Mi colpì talmente tanto che anni dopo, incrociandolo in un palinsesto di una qualche seconda/terza serata, presi il quaderno e iniziai a scrivere.
Tempo dopo scoprii che si trattava di un fatto di cronaca: lui è un imprenditore del settore orafo ossessionato da donne troppo magre, lei una donna normale. La storia tra loro sembra non essere delle più idilliache fino a quando lei non decide di assecondare la perversione del suo compagno e inizia a dimagrire per amor suo. Lui la pesa ogni giorno, le conta le briciole per far sì che, come l’oro nel punto di fusione perde la sua parte impura, anche lei si liberi del superfluo, mantenendo solo l’essenza. Alla fine lei salva se stessa.
2) ROSSO
ROSSO sono io, con i miei capelli rossi e ricci; sono i miei pensieri violenti e ossessivi, la ricerca della perfezione, il mio perdermi a volte in un bicchier d’acqua.
3) VENERDI’
Ci sono giorni in cui decidi che la tua vita debba avere una svolta: il giorno in cui decidi di smettere di fumare o di metterti a dieta; il giorno in cui non lo chiamerai più.
Il giorno in cui decido di aprire le porte ad un nuovo futuro e buttarmi tutto alle spalle è di Venerdì.
4) CAMBIA IL VENTO
C’è un giorno nella vita in cui uno fa le valigie e va via di casa. E’ un passaggio naturale ed è giusto e normale che prima o poi si recida il cordone ombelicale, ma più il rapporto con la famiglia è stretto e pacifico, più ci si rende conto di quanto quel bisogno assolutamente legittimo e naturale di una vita da soli comporti delle rinunce. A quel punto si è felici di aver avuto il coraggio di prendersi il proprio spazio ma c’è sempre un po’di malinconia.
5) L’ALTRA META’
Circa due anni fa, Franco Mussida (PFM e direttore del CPM) mi chiese di partecipare al suo progetto CO2 di educazione all’ascolto in carcere. Così iniziai ad insegnare presso la sezione femminile della Casa Circondariale di Rebibbia e, come accade in queste circostanze, è più ciò che si impara di quello che si va a insegnare.
Porto con me i racconti di quelle donne e il ritratto di quei luoghi.
Ne “L’Altra metà” ho voluto raccontare il carcere al femminile: il disagio delle docce in comune, le condizioni igieniche, la stizza di alcuni secondini, il rapporto con la famiglia fuori. E la differenza sostanziale con quello maschile: agli uomini manca il sesso, alle donne i figli.
6) ALLENAMENTO AL BUONUMORE
“Perché non serve del talento ma allenamento”. Questo brano nasce da una riflessione rispetto a ciò che vorrei che ogni genitore riuscisse ad insegnare a suo figlio: la capacità di tenere testa agli imprevisti, saper affrontare i periodi avversi. Insegnare l’allenamento al buonumore per riuscire a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Perché il sorriso rende più forti.
7) QUELLA COL VESTITO BIANCO
Ho fatto una lista delle cose che mi fanno più paura: al primo posto ho messo i tatuaggi; al secondo il matrimonio. Sebbene le due cose sembrino non aver nulla in comune appartengono entrambe ed una categoria ben precisa: quella delle scelte per la vita più o meno definitive. Nella canzone racconto la preparazione al matrimonio della mia migliore amica: il mio colloquio privato con lo specchio, le ansie e infine l’accettazione di questa cosa inevitabile: diventare adulti e trovarsi a dover fare quelle tanto temute “scelte per la vita”.
8) E RESTO QUI
E’ la storia di una relazione a distanza. Io a Roma, lui a Londra. Nella città che nell’ora dell’aperitivo cambia faccia, nella città che corre costantemente tranne quando non hai nulla da fare. Allora, improvvisamente rallenta. E’ una storia di attese e di aspettative.
9) MALEDETTE MALELINGUE
Lo scorso inverno portai in tour uno spettacolo su Ivan Graziani: un parallelo d’autore in cui intrecciavo le sue storie alle mie. Si chiamava “Agnese canta Agnese” ed è stato un progetto molto importante per me e la mia band perché ha in qualche modo segnato l’inizio di una svolta rock. Così ho voluto inserire in questo disco un pezzettino di questa esperienza.
10) NON ADDORMENTARTI
Questo è un altro momento dell’amore a distanza: il momento dei saluti, quando ognuno torna a casa sua. La canzone racconta la separazione, il giorno della partenza e tutti gli irrisolti, i progetti non avverati che ci si porta dietro tornando a casa, nella valigia, tra i panni sporchi. Ogni volta che devo andare via penso: “Non addormentarti, sennò è già domani” e dovrò partire. Una lenta lotta contro le palpebre pesanti nel tentativo di rendere infinite quelle ultime ore insieme.

Credits

Agnese Valle - voce e clarinetto
Marco Cataldi - chitarre
Stefano Napoli - basso elettrico, contrabbasso
Cecilia Sanchietti - batteria
Archi - Andrea Libero Cito
Keyboards in "Temperatura di fusione" - Chiarastella Calconi
Cori in "L'altra metà" - Marilisa Ungaro, Carla Corsi, Micaela Bruno.
Flauto in " Quella col vestito bianco" : Raffaella Barbetti
Produzione artistica: Max Carola
Supervisione artistica: Agnese Valle
Recording, mixing and mastering presso Maxsound Vibe Studios
Tutti gli arrangiamenti (escluse tracce n°1-4-5): Agnese Valle, Marco Cataldi, Stefano Napoli, Cecilia Sanchietti
Arrangiamento archi e fiati ( escluse tracce n°1-4-5) : Agnese Valle
Arrangiamento di "Temperatura di fusione e "L'Altra Metà" : Stefano Scatozza
Arrangiamento di " Cambia il vento": Andrea Rodini
Progetto grafico – Giulia Valle
Illustrazioni – Giulia Cavallini

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati