Alarìa
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Descrizione

Le quattro canzoni dell’EP “Anche adesso” hanno una caratteristica comune: l'urgenza.
Che non dipende, nel caso specifico, da fattori esterni catastrofici: in questi brani non si parla di bombe né di surriscaldamento globale, non si parla di terremoti che dimezzano la popolazione né di paesi dove c'è la fame o dove ancora si muore di dissenteria.
L'urgenza in questione è la più silente tra tutte. Siamo diventati pigri di cuore e troppo spesso "lasciamo stare”. Questa urgenza è un male che non ci procura irritazioni cutanee né febbre, perciò crediamo non sia grave. E’ la premura di una presa di coscienza oggi. Un bisogno di immediatezza per riscattarsi, in un certo senso.
Nei brani si parla di quando niente va per il verso giusto e tu lasci solo che il tempo ti passi addosso. Il ritornello, che da il titolo all’EP e che recita “Anche adesso che mi chiedo che sarà domani è comunque la mia Vita" racconta l’impellenza di fare qualcosa subito perché non c'è tempo da perdere.
Si parla della voglia di trovare un incontro. Di lasciarsi andare, di sbagliare, di non accontentarsi di respirare per ritenersi vivi. Del bisogno di farsi una domanda in più. L'urgenza di ricordarsi che “viene sempre sera, dietro le persiane” ma comunque arriverà un giorno nuovo ed avremo una nuova possibilità.. dobbiamo solo capirlo prima che sia mattino, altrimenti avremo ancora perso Vita!
E questo viaggio nelle difficoltà che incontriamo ogni giorno, soprattutto da combattere dentro e contro noi stessi, con chi dovremmo affrontarle se non con le persone che amiamo e magari con la musica al nostro fianco? Proprio di questo racconta “Due universi (stesso mondo)”: la voglia e la dimostrazione che si può stare vicini e fare un po' di strada (e di musica, nel nostro caso) insieme anche se si è diametralmente opposti, basta volerlo.
Tutto questo vola su una musica "leggera", che non giudica, che non agita. Le parole più o meno pesanti ondeggiano su una specie di spuma che non definirei accomodante ma quasi materna. Si. Come quando un genitore ti richiama all'ordine e subito dopo un tono di rimprovero ti prende ancora la mano dolcemente, ed ha ancora tutto l'AMORE PRONTO per essere donato, e ti accompagna a guardare cosa c'è più in là.

Credits

Testi, Voce: Maria Francesca Finzi.
Musica, Arrangiamenti, Chitarre: Alberto Soraci
Tastiere: Angelo Marrone
Basso: Emanuele Zazzara
Batteria e percussioni: Andrea Giovannoli
Violino: Giovanni Ciaffarini
Violoncello: Alan Di Liberatore
Sax soprano: Marco Salvatore
Produzione, registrazione, missaggio: Lucio Piccirilli, Alberto Soraci (Studio Produzioni Flessibili)
Mastering: Marco Vannucci (Studio Spitfire)

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