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Descrizione a cura della band

Il terzo album di Alessandro Sipolo è un giro del mondo alla ricerca di meraviglie marginali ed equilibri fragili.
I dieci brani del disco giocano con le possibili declinazioni del titolo, alternando stili espressivi diversi, resi però coerenti da una cornice sempre riconoscibile, al confine tra canzone d’autore e world music.
Ritmi ossessivi si alternano a ballate eteree ed enigmatiche, tracciando un percorso ricco di riferimenti letterari e filosofici, senza perdere la voglia di far sorridere e ballare.
Camus e Calvino, London e Fanon, incontrano storie piccole, esistenze periferiche, raccolte lungo le strade di quattro continenti.
Il privato si mischia al politico. Il locale al globale.
Una vecchia foto del padre collegiale e acrobata, col vestito della domenica, in verticale sulle mani, fornisce all’autore lo spunto per porre lo sguardo sulla bellezza e la sua contraddizione, in un dialogo continuo tra contrari speculari.
Nel rapporto tra uomo e realtà, come in ogni relazione profonda, speranza e frustrazione, poesia e disillusione, amore e rifiuto, si alimentano e si respingono, inseguendo una stabilità impossibile.
Dalle distese giacciate dell’Alaska, solcate dall’atleta Marco Berni per ritrovare sé stesso, alle città invisibili scovate dentro le metropoli occidentali, dalle tragedie dimenticate dei tirailleurs senegalesi alla fatica di Sisifo, felicemente arreso alla propria libertà, “Un altro equilibrio” è una camminata sul filo, con vista sui panorami di un’umanità inquieta e vitale.

Credits

UN ALTRO EQUILIBRIO Testi e musiche di Alessandro Sipolo - track by track
M’innamora il mondo
Un lamento distorto alza il sipario su una scena di ordinaria apatia. Poi il primo equilibrio, quello della routine, si spezza. E si trasforma in una fuga libertaria e rockettara.

Dong Van
La moto sfila lenta tra le bandiere rosse, lungo le strade del Vietnam settentrionale, a pochi chilometri dal confine cinese. Solca le campagne. Incontra panorami e esistenze che paiono immutate da secoli, ignare dei profondi cambiamenti politici e economici che stanno trasformando il Paese. Pace e silenzio risucchiano il ronzio del motore. Finché un bambino, chino nella risaia, si alza di scatto e scaglia un sasso contro la moto dell’intruso.
Nell’ambiente incontaminato e apparentemente privo di frontiere, un semplice gesto segna il confine tra due mondi.

Ventotto giorni quattro ore
Il tempo necessario per lasciarsi alle spalle un lavoro alienante e una città asfittica. Il tempo impiegato da Marco Berni per portare a termine la sua impresa: l’Alaska a piedi.

Le città invisibili
Le città invisibili di Calvino, visionarie ed eteree, incontrano le vite di scarto degli invisibili nelle città reali. Alì che resta fuori dal dormitorio. Marilù e la sua dipendenza. Frank e la sua sofferenza psichica. I loro sentieri immaginari. La loro voglia di cominciare daccapo. Le loro idee.

Lo sciamano bianco
Un giovane rifugiato maliano è prigioniero del suo disagio mentale. Visoni e rimorsi lo tormentano. Dentro le ferite di un viaggio terribile. Fuori gli “occhi di brace” di un mondo che lo vede straniero. Poi l’incontro con un giovane psicologo italiano. Uno sciamano bianco che accoglie e cura.

Un altro equilibrio
Una ballata lieve e profonda racconta di equilibri raggiunti, persi, nuovamente inseguiti.

La deriva
Una fucilata tex-mex irrompe sulle disavventure di una coppia di viaggiatori. Il motore del bus cede nel mezzo di una desolata landa sudamericana. Poco prima era arrivata la notizia della vittoria di Trump nelle elezioni statunitensi. La doppia deriva è compiuta.

Mostar
Una canzone d’amore.

Tirailleurs
Le ritmiche ossessive di questo afro-rock consegnano il grido dimenticato dei “tirailleurs senegalesi”, giovani vite razziate dalle colonie dell’Africa occidentale per rimpolpare l’esercito francese e poi gettate al fronte per difendere le libertà europee.

Sisifo
Brano ispirato a “Il mito di Sisifo” di Albert Camus. Condannato dagli dei per la sua disobbedienza, Sisifo scopre la bellezza della propria condizione. Tutto ciò che ha, la sua montagna e il suo fardello, formano da soli una realtà che vale la pena vivere. “... La lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice”.

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