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Descrizione

Forse l'aspetto più importante di Alessio Lega è la sua capacità di far tornare la Storia materia viva. La facilità con cui da essa estrae e distilla storie, quelle che è necessario (ri)raccontare, riportandole magari al presente della cronaca. Ed assegnando a ciascuna canzone un significato quasi sempre “politico” nell'accezione migliore del termine (sì perché un'accezione buona, nonostante tutto, c'è ancora) che sovente diventa anche un significato esistenziale e dunque radicalmente umano.

E' per questo che anche quando si è alle prese con un disco senza un tema dominante com'è “Mare Nero”, cosa che accade per la prima volta nel percorso del nostro, si ha comunque la sensazione che un legame fra i brani ci sia. Perché in questa “antologia alluvionale di brani personalissimi, che proverei quasi vergogna a interpretare in pubblico” quel legame sta lì: nella Storia fatta di eroismi, opposizioni, resistenze, libertà cercate e non sempre ottenute, che Alessio Lega rende carne viva, accadimento da condividere. Grazie alla forza intensa di un cantautore con l'esperienza raffinata e popolare dello studioso (ovvero del ricercatore, del divulgatore, dell'innamorato) e l'accoratezza di chi non può fare altro che scrivere, raccontare, cantare. Dipingere il “ritratto di un inferno bello mosso” come recita il sottotitolo del disco.

“Mare Nero” è il terzo disco da autore di Lega (in totale ad oggi se ne contano otto, fra dischi di traduzioni, rifacimenti, live). Nasce da due anni di lavoro ed è un'opera di “avanzi”, di canzoni rimaste fuori dalle uscite precedenti per vari motivi o riproposte in nuove versioni. Ma “avanzi” non significa “canzoni buttate via”. Insomma, non è un disco minore, anzi, è con tutta probabilità il miglior biglietto da visita dell'Alessio Lega songwriter sempre sospeso sul filo sottile che separa il passato nobile della canzone d'autore storica e impegnata da un presente confuso dove le contraddizioni non mancano e c'è dunque bisogno di narratori veri, in grado di mettere in fila i fatti e la parole come si deve.

Questo fa da sempre Alessio Lega e “Mare Nero” lo testimonia, così come testimonia la tendenza – riscontrabile sin dall'esordio del 2004 “Resistenza e Amore” (Targa Tenco per il miglior esordio) – a non sedersi sugli allori di un “fare canzoni da cantautore”, cioè solo chitarra e voce, per esplorare invece le rotte sonore più disparate, a volte lasciando che a suggerire la direzione sia il brano stesso, altre volte “sorprendendo” la canzone con scelte sonore imprevedibili.

E' così che in “Mare Nero”, grazie alla direzione artistica di Rocco Marchi (Mariposa, Hobocombo) e Francesca Baccolini (Hobocombo) si trovano echi Marc Ribot in “Angelica matta”, teatrali parvenze sinfoniche in “Povero Diavolo”, banjo trotterellanti in “Santa Croce di Lecce”, nenie scosse da climax elettrici in “Stazione centrale” e via andare fra marcette beatlesiane (“Non sarai più sola”), bozzetti acustici palpitanti (“Maddalena di Valsusa”), irruzioni klezmer-balcaniche (“Porrajmos”), inaspettati episodi latin-pop (“Ambaradan”, primo singolo) e pure un calco Randy Newman per “Fiore di Gaza”. Quest'ultima, firmata da Paolo Pietrangeli, è una delle due riletture di brani altrui del disco – l'altra è “Hanno ammazzato il Mario in bicicletta” di Dario Fo e Fiorenzo Carpi, di cui ricorre una citazione dal tema di Pinocchio. E se la title-track è un autentico inno politico anarchico fra il serio, l'ironico e il postmoderno, “Zolletta” è la canzone che Alessio Lega ha dedicato a Enzo G. Baldoni, già pubblicata in un introvabile live del 2004 e qui riproposta in una versione ancora più dolce e sognante.

Si chiude così “Mare Nero” prima della “Petizione per l’affidamento dei figli alle coppie omosessuali”. Non male per un disco di “avanzi”. Ma d'altra parte, come ci ricorda Alessio, “si è trattato di cucinare una cena con quello che era rimasto in frigo dal cenone di capodanno: riuscirci pare che sia il privilegio dei cuochi migliori.”

Credits

Le canzoni di Mare Nero sono state scritte da Alessio Lega tranne "Hanno ammazzato il Mario in bicicletta" che è di Dario Fo e Fiorenzo Carpi e "Fiore di Gaza" che è di Paolo Pietrangeli. La melodia di “Santa Croce di Lecce” è liberamente ispirata al canto di rivendicazione irlandese “James Larkin”.

Produzione esecutiva: Guido Baldoni e Alessio Lega
Produzione artistica: Rocco Marchi e Francesca Baccolini

Alessio Lega - voce, chitarra acustica
Francesca Baccolini - contrabbasso, basso elettrico, sintetizzatori, chitarra elettrica, cori
Guido Baldoni - fisarmonica, pianoforte, organo, bebot, cori
Rocco Marchi - pianoforte, sintetizzatori, chitarra elettrica, percussioni, armonica

con
Enzo Cimino - batteria, percussioni
Gigi Biolcati - percussioni
Roberto Zamagna - banjo, dobro
Rocco Rosignoli - chitarra classica, mandolino, bouzouki, violino, cori

Registrato, mixato e masterizzato da Roberto Passuti presso lo Spectrum Studio di Bologna fra il febbraio del 2015 e il febbraio del 2017.

Progetto grafico di Obst und Gemüse, con sapide discendenze dal mai '68.

Questo lavoro è dedicato alla memoria di Bruno Pianta.

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