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Descrizione

Prodotto da Alfonso Surace
Registrato tra la casa di Alfonso e il Dream Studio di Mauro Mazzola
Mixato da Alfonso a casa sua
Masterizzato da Marco Ghezzi al TunnelWood Studio

Testi e musiche di Alfonso Surace

Etichetta: SangueDisken

Il secondo lavoro di Alfonso Surace si nutre di blues, rock, pop, psichedelia e canzoni cantate a pieni polmoni e urgenza al grado massimo. Un disco per chi ama in songwriting verace, tutto sostanza, emozioni, sangue e luce.

“Ceneré” è il nuovo lavoro degli Arcane of Souls, anagramma dietro il quale si nasconde la figura di Alfonso Surace, songwriter calabrese d'origine già al lavoro con il Torquemada e i Sakee Sed nonché una delle ultime scoperte della fervida e vitale scena musicale bergamasca. Un cantautore decisamente verace, che ama realizzare in rigorosa autoproduzione i propri dischi e tutto quello che ruota intorno ad essi (foto, video, etc.) con l'aiuto di qualche amico e di qualche alunno (nella vita Alfonso è insegnante d'informatica, oltre che padre) e che al blues, al rock e in generale a tutte le sonorità più roots deve la propria linfa musicale.

“Ceneré” è un disco in cui a contare sono essenzialmente le canzoni, debitrici delle cose migliori del nostro cantautorato meno abbottonato; brani cantati a voce ruvida e spiegata che colgono l’emozione di frammenti di vita del loro l’autore nella sua esistenza di padre-insegnante-artista. E' questa infatti la “Ceneré” a cui si riferisce il titolo, quel (poco) tempo creativo che ogni musicista indipendente non professionista riesce a ritagliarsi nella quotidianità di ogni giorno, momenti di sfogo delle proprie emozioni più intime e personali tra un giornata lavorativa e l'altra, lo stress, gli imprevisti, gli impegni familiari e i tanti giochi coi propri figli.

Per questi motivi “Ceneré” è un disco registrato fra le quattro mura di casa nei ritagli di tempo e suonato per la maggior parte da Alfonso, che ha voluto mantenere un approccio il più possibile lo-fi per preservare il primal scream di ogni pezzo ed esaltare quell'impeto dettato dall’esigenza di esternare emozioni vere. Insomma “Ceneré” è un lavoro a km 0: ecologico, ecocompatibile, ecosostenibile ma soprattutto economico visto che i soldi scarseggiano e “investire” nella musica indipendente appare alla società moderna come una perdita di tempo e denaro.

Tuttavia a ognuna di queste mancanze Alfonso supplisce con nove canzoni decisamente “lunatiche”, che sanguinano quando soffrono e si illuminano quando sorridono e lo fanno davvero, con un'urgenza e sincerità d'intenti che è raro trovare. Quelle di “Ceneré” sono tracce nelle quali il blues lascia ampio spazio alle ballate acustiche, la psichedelia incontra il cantautorato e le liriche si fondono in un un'unica sensazione straordinariamente liberatoria. In altre parole “Ceneré” è un disco di umori e suoni alterni: l'allegria e la spensieratezza si mescolano con la tristezza e i momenti di riflessione; il blues incontra il pop e lascia spazio a violini, tabla, cori sixities, lap steel harrisoniani, fuzz e ritmiche funk. E poi ancora ritmi in levare, fiati e percussioni africane: il tutto a disegnare un lavoro vero come la carne viva e vibrante come tutte le musiche che sono soul nell'indole, al di là di ogni genere e di ogni appartenenza.

Credits

Partecipazioni su disco:

Aninder Baryah: tabla in “Maggio”, “Lunatico Romantico Stomp” e “Respirare”
Francesca Arancio: violini, pianoforte in “Sintomatico”, rhodes in “Settembre”
Francesco “Barba” Donadoni: batteria in “L’oro in bocca”, “Respirare”, “Settembre”
Luciano Finazzi: batteria in “Sintomatico, cori in "L'oro in bocca", “Gennaro” e “Lunatico Romantico Stomp”
Mauro Mazzola: magikator in “L’oro in bocca”, whammykator in “Respirare”
Marco Schacktar: cori in “Gennaro” e “Sintomatico”
Paolo Ferri: tromba in “Sintomatico”
Stefano “il Tubo” Donadoni: basso tuba in “Sintomatico”

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