Descrizione a cura della band

Uscito il 5 maggio 2012 "Volume Uno", il primo lavoro degli Area765, la band nata come normale evoluzione dei Ratti della Sabina.

"Volume Uno" è un nuovo traguardo. Sono gli Area765 che lanciano il loro primo lavoro, un disco che intende abbandonare progressivamente le sonorità folk tipiche del precedente progetto, I Ratti della Sabina, per esplorare atmosfere più ruvide e dal sapore maggiormente rock.

I testi sono ancora la matrice caratterizzante della band ed in "Volume Uno" si appoggiano quasi per intero alla tematica del tempo, toccandone diverse sfumature, dalle più nostalgiche e malinconiche alle più leggere e scanzonate.

Il disco in uscita il 5 maggio sarà anticipato dal singolo "Galleggiare", descritto come “un viaggio, una piccola impresa, dalla città al mare per vedere come si può ancora “galleggiare”.

CONCEPT
Sette tracce dove il tempo inteso nel suo scorrere, nel suo dare e togliere, è l'elemento che tiene uniti gli argomenti trattati nelle liriche.
L'intero disco si muove internamente a dei confini rock sposandone le diverse sfumature in virtù dello scenario su cui appoggiare i testi e senza precludersi nessuna possibilità espressiva.
"Quello che decidi solo tu", traccia di apertura del disco, si snoda su di un tema che ha caratterizzato la genesi degli Area765, anticipando in parte lo stile su cui si muovono le sonorità della nuova band.
"Galleggiare", primo singolo estratto dall'album Volume Uno, e "Nonostante" rappresentano i primi due brani scritti e prodotti dalla band; canzoni queste già proposte nel corso del tour 2011 dalle quali si è intuito in prima istanza il nuovo percorso intrapreso.
"Spesso Piove" unico brano dove l'elemento tempo non viene citato, una sorta di riflessione ad alta voce sulle dinamiche più istintive e intime del mestiere di vivere.
"Kant Vs Dylan Dog" e "Scarpe", brani che raccontano un passato al limite fra la nostalgia e l'amarcord, con toni a volte leggeri, altre volte più malinconici.
"Questione", traccia di chiusura del Volume Uno, rappresenta un'intima riflessione sul proprio vissuto, sul fatto e sul da farsi. Una piccola canzone che sul finire cambia violentemente aspetto, dilatandosi verso l'orizzonte.

Credits

Stefano Fiori (voce, chitarra acustica)
Eugenio Lupi (chitarra elettrica)
Alessandro Monzi (violino)
Paolo Masci (bouzouki, chitarra elettrica, lap steel)
Alberto Ricci (fisarmonica, keyboards)
Valerio Manelfi (basso)
Carlo Ferretti (batteria)

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