Il 2021 di Adelasia è un ritorno al passato

Nasce a Lucca, ma è Roma a chiarirle che la musica è la sua strada. Dopo diversi singoli "acquatici", esce con un disco che, mentre guarda alla fine di questo maledetto anno, rivive la stagione più dolce e crudele di tutte: l'adolescenza

Adelasia in posa, foto press
Adelasia in posa, foto press

2021 è il nostro futuro, l’anno che sta per arrivare e che in qualche modo speriamo possa essere migliore di questo. 2021, però, rappresenta anche il passato di una giovane cantautrice lucchese. Come può il futuro indicare il passato? Semplice: 2021 è il numero civico della casa natale di Adelasia, che l’ha scelto come titolo del suo primo disco, pubblicato venerdì 9 settembre per Sbaglio Dischi. Adelasia con questo suo lavoro in studio ci invita metaforicamente ad entrare in casa sua, a scoprire la sua persona e le sue canzoni. Con 2021 l'artista cerca di togliersi la maschera dietro la quale si era nascosta per diverso tempo, anche per il fatto di esser cresciuta in una piccola città.

“Quando ascolto queste canzoni, che parlano di cose avvenute più o meno lontane nel tempo, mi sento come quando torno in quella casa dopo tanto un nodo in gola mi rende difficile deglutire e la malinconia mi appanna gli occhi”, così Adelasia racconta il suo primo disco. Che è nato "perché doveva nascere e se non fosse stato un disco forse avrei scritto un libro o avrei dipinto, ma avevo bisogno di raccontare le cose che mi colpivano e di creare qualcosa a partire da questo materiale. Non immaginavo che ne sarebbe nato un disco, quindi mi fa strano pensare che questi brani ora sono alla portata di tutti e che chiunque mi ascolti potrebbe crearsi un’idea di me senza avermi mai conosciuta”.

In 2021 Adelasia parla della sua adolescenza, utilizzando parole semplici, descrive “la storia di una ragazza di vent’anni, che vive il passaggio dall’adolescenza all’età adulta con le difficoltà che questa età porta con sé: non sai chi sei, non sai cosa vuoi”. 20 e 21 sono anche gli anni in cui è avvenuta la composizione della maggior parte delle canzoni, nel periodo in cui si è trasferita a Roma, la fine di una lunga storia d’amore, gli anni delle grandi scelte, dei grandi cambiamenti.

Tornando un po’ indietro nel tempo, Adelasia ci racconta il suo approccio con la musica: “Mi è sempre piaciuta la musica, a casa ne ascoltavamo molta e tutti suonavamo un po’. La voglia di fare musica, però, mi è venuta a Roma, quando mi sono trasferita. È nato tutto per gioco, perché volevo poter cantare e suonare ai falò con gli amici, volevo poter scrivere canzoni per i fidanzati. È nato tutto in goliardia e poi piano piano ho cominciato a farlo regolarmente e con più serietà”.

Se non mi fossi trasferita a Roma forse non avrei mai cantato", aggiunge, riavvolgendo il nastro. Le possibilità di suonare nei locali, di andare a sentire musica dal vivo a Lucca sono pochissime. Non avevo preso in considerazione l’idea di voler far musica nella mia vita, perché non avevo mai visto da vicino il mondo underground, il mondo della musica indipendente. A Roma ho capito come funzionava tutto e ho sentito il desiderio di partecipare”.

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Aliena e Umido sono i primi brani che Adelasia ha pubblicato, circa un anno fa. In quest'anno si percepisce dalla sua voce e dalla musica un cambiamento profondo. “Ho ascoltato davvero tanta musica e ho imparato a capire cosa mi piace a livello musicale. Ho preso tantissime lezioni di canto e ho capito come valorizzare la mia voce. In queste due canzoni ho fatto degli errori dovuti all’inesperienza. Penso che sbagliare sia normale ma poi deve essere importante imparare dagli errori”.

Poi prosegue: “Ho deciso di tornare a lavorare su queste canzoni perché avevo il desiderio di inserirle in 2021, rendendo tutto il disco omogeneo, non lasciando quindi le canzoni così come erano. Dopo l’uscita di Aliena, infatti, ho affidato la produzione degli altri brani a Pietro Paroletti. Avevo bisogno che nel disco ci fossero Aliena e Umido per dare completezza al racconto che volevo creare".

Tra le storie che la cantautrice lucchese ci regala, quella che abbiamo più apprezzato, riguarda il singolo Controcorrente, brano che Adelasia ha pubblicato lo scorso marzo e del quale abbiamo voluto scavare a fondo con l’autrice. “In questo brano parlo a me, ai miei amici, ai miei fratelli. Incertezza, paura, smarrimento, sono sensazioni che tutti proviamo ora come ora a questa età”.  

Adelasia festeggia il suo 2021, foto press
Adelasia festeggia il suo 2021, foto press

Una sorta di manifesto di una generazione, nelle sue intenzioni. “Questa canzone rappresenta anche un inno alla speranza. Non mi ha mai spaventata pensare al futuro. Ho voglia di sapere dove la vita mi porterà. Ultimamente però quando accendo la televisione sono pervasa da un senso di sconforto, visto che si parla della fine del pianeta, della disoccupazione, dell’assenza di un futuro per le nuove generazioni, sempre più povere, avvelenate e sterili”.

Nel pezzo una frase viene ripetuta spesso: “Il futuro qui è assente". Cosa si aspetta realmente dal 2021? “No, meglio non aspettarsi niente. Spero solo di essere serena e che le cose tornino normali.”

Meglio soli è l’ultimo brano che Adelasia ha condiviso con il pubblico, prima dell’uscita del disco. Qui canta di una strana relazione vissuta in prima persona, che diventa un esempio dei rapporti umani in generale e dei momenti nei quali ci si accontenta di avere accanto chiunque, di essere partecipi e presenti a qualsiasi condizione, poiché non si vuole esser soli.

Adelasia, foto press
Adelasia, foto press

 

La condizione della solitudine è uno stato però liberatorio, difficile a volte da accettare e affrontare. “Vi basterà sapere che non so stare da sola nemmeno dieci minuti, soprattutto la sera. Però sto cercando di sforzarsi a fare le cose da sola. Prima mi vergognavo a farmi vedere che facevo le cose da sola, quindi facevo tutto con il mio ragazzo o con le amiche, ad un certo punto mi sono impuntata che questa cosa la volevo cambiare e sono migliorata parecchio”.

In Valerio, la traccia che chiude il disco, c'è un altro tipo di racconto, molto diverso. È una canzone alla quale Adelasia è molto affezionata, nata di getto dopo aver letto la storia di Valerio Verbano, un diciannovenne militante di sinistra assassinato a Roma 40 anni fa da tre fascisti. È una storia che colpisce e che ha segnato Adelasia. 

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In diverse tracce del suo disco, come Acqua, Controcorrente e Passato Remoto, l’acqua ritorna con diverse sfaccettature. Il legame con questo elemento per Adelasia risulta interessante e controverso: “Il fatto di aver scelto questo elemento credo faccia parte del mio inconscio, penso sia legato al fatto che ho paura del mare, dei pesci, per cui nuoto pochissimo e dopo poco mi comincio a sentire a disagio e voglio tornare indietro. Il mare non lo capisco, mi affascina tantissimo ma è incomprensibile che esista per me. Per questo per me è molto poetico”. 

Le chiediamo allora, per chiudere la chiacchierata e chiuderci nell'ascolto di 2021, una playlist a tema acquatico. E lei ci dà 10 nomi, molto apprezzati. 

Conchiglie - Andrea Laszlo De Simone
Blues balneare - Marcello e il mio amico Tommaso
Ocean Bed - King Krule
Oceano letto - Mèsa
Deep Sea Blue Song - Flavien Berger
Once in a Lifetime - Talking Heads
Bridge Over Troubled Water - Simon & Garfunkel
Moon River - Frank Ocean
Ocean Eyes - Billie Eilish
Acqua azzurra, acqua chiara - Lucio Battisti

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L'articolo Il 2021 di Adelasia è un ritorno al passato di Enrica Barbieri è apparso su Rockit.it il 2020-10-09 10:30:00

Tag: album

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