Andrea Laszlo De Simone - Un viaggiatore psichedelico nella terra dei cantautori

14/05/2019 di

Costruire un immaginario con tutti i contorni al posto giusto, con lo spazio dedicato ai sogni in equilibrio col sapore delle cose più terrene, tra psichedelia, amore e tradizione cantautorale: Andrea Laszlo De Simone ha saputo immediatamente proporsi come qualcosa di definito, con un gusto armonico che trova sempre il punto esatto in cui diventare lisergico e abbandonarsi al vagare sonoro, alla sperimentazione e ai cieli notturni. Dopo l’esperienza come batterista dei Nadàr Solo, insieme a suo fratello Matteo, e nel duo Anthony Laszlo con Anthony Sasso, l’artista torinese debutta nel 2012 con l’album autoprodotto “Ecce Homo”: fa tutto in casa con mezzi di fortuna, tra attitudine lofi e una ricerca che già mostra la strada, fatta di una voce densa su note che corrono dalla malinconia anni ’60, a semplici beat ipnotici che raccontano addii, giochi sintetici e una manciata di follia. È un lavoro asciutto e dritto, e promette che qualcosa arriverà, perché De Simone ha cose da dire e da suonare, ha un’anima visionaria e sentimentalmente ribelle da mostrare, ha un mondo che non può restare nascosto sotto i suoi ormai iconici baffi: e infatti arriva.

Nel 2014 il suo percorso da cantautore incrocia una band, la sua band, ovvero  Damir Nefat (chitarra e cori), Daniele C (basso e cori), Filippo Cornaglia (batteria e cori), Zevi Bordovach (tastiere e cori) e l’amico Anthony Sasso (tastiere, cori e percussioni), e così nasce “Uomo Donna”, fuori per 42 Records nel giugno del 2017. Il disco viene anticipato da diversi singoli, ma quello che colpisce e lascia più il segno è “Vieni a salvarmi”, un viaggio onirico e disperato tra epoche e generi, con un video che insegue la storia di un naufrago cieco. Ci sono i Beatles e Lucio Battisti, i Radiohead e Iosonouncane, per una miscela deflagrante pronta a esplodere o a restare sospesa nell’attesa, per dodici brani che attraversano la visione musicale e artistica di De Simone in maniera essenziale. La ricerca di una melodia che sia al tempo stesso mai ovvia eppure catchy, di uno stile personale che metta comunque in bella mostra le proprie influenze senza cadere, proietta in un universo dove il tempo dedicato alle sperimentazioni e al puro suono diventano il momento per rallentare e pensare alle parole, o crearsi il proprio percorso mentale. I campionamenti, le code lisergiche, certi rimandi sixties sia nelle parti più pop che in quelle sperimentali, creano l’effetto di un saliscendi emotivo e sonoro che porta direttamente nel mondo di Laszlo, nella sua idea di comunicare attraverso quello che fa: ci sei dentro, intorno, sopra, non importa. “Uomo Donna” è la relazione, l’amore, gli arpeggi dolci e le guerre di baci, l’analogico e il digitale, il pensiero puro e la conquista terrena.

I paesaggi fatti di pochissimi elementi si alternano a vedute panoramiche d’orchestra, la solitudine e l’incontro diventano temi ma anche soluzioni, tra l’uno e i molti, tra l’io e te, e sullo sfondo un che di magico a cui aggrapparsi sempre. Un album completo, intenso, con lunghe passeggiate oniriche e guizzi pop, guardando il passato per mettere a fuoco un presente che si dilata o si riduce al necessario a seconda dei momenti, delle sensazioni, delle pulsazioni; dove la luce non è mai diretta, i chiaroscuri disegnano la strada da seguire, e non conta arrivare in qualche posto ma fermarsi lungo il percorso per osservare, sulla terra o tra le nuvole, briciole di meraviglia, insinuazioni di bellezza.

Accompagnato da diversi video, tra l’evocativo e mistico bianco e nero di “Sogno l’amore” e l’elegia fisica e romantica di “La guerra dei baci”, “Uomo Donna” è un disco che brilla, riflette e si muove tra molte cose, e tutte rimandano ad Andrea Laszlo De Simone, un artista che viaggia con un bagaglio che è retaggio e futuro al tempo stesso, e dal quale ci aspettiamo presto novità. Perché di sogni, follia e ancore di salvataggio ne abbiamo sempre e più che mai bisogno, e non vediamo l’ora di vederlo dal vivo con la sua band al MI AMI Festival domenica 26 maggio, dove al tramonto infiammerà il palco Jowae sulla collinetta per portarci tutti nel suo sogno da viaggiatore psichedelico.

 

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Pagine: MI AMI Festival Andrea Laszlo De Simone

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