Posso usare Creative Commons per proteggere le canzoni della mia band? Rubrica

Chiedilo all'avvocato: la rubrica di Rockit sul diritto d'autore oggi si occupa di Creative CommonsChiedilo all'avvocato: la rubrica di Rockit sul diritto d'autore oggi si occupa di Creative Commons
30/01/2013 di

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(leggi la descrizione della rubrica)

#2 - Le opere di una band possono essere sufficientemente tutelate dalle licenze Creative Commons

Attenzione! E' una pericolosa ingenuità pensare che le licenze Creative Commons siano una forma di tutela delle opere. Una licenza d'uso (dal latino licere: autorizzare, permettere) è un documento con cui il detentore dei diritti regolamenta gli usi dell'opera, concedendo alcuni usi ad alcune condizioni. Possiamo dire che è una sorta di documento giuridico contenente i termini d'uso dell'opera, che il detentore dei diritti accompagna all'opera per specificare meglio cosa si può fare e cosa non si può fare con la sua opera. Tuttavia, la licenza non è in sé una forma di tutela, ma più propriamente uno strumento di gestione dei diritti. Le licenze Creative Commons sono delle licenze d'uso basate su una filosofia “open”, in cui le libertà d'uso prevalgono sulle restrizioni. Quindi esse sono ancora meno una forma di “tutela”. Diciture come “quest'opera è *tutelata* dalla licenza CC Attribuzione – Non commerciale”, benché molto diffuse in rete, sono molto improprie dal punto di vista del linguaggio giuridico... e appunto fanno passare un equivoco concettuale che invece è meglio non diffondere. Per maggiori dettagli su questi concetti, vi invito a leggere con attenzione questo mio articolo.

Avv. Simone Aliprandi

Licenza Creative Commons
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Tag: rubrica

Commenti (5)

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  • Silvio Bernardi 30/01/2013 ore 11:21 @rudefellows

    ma quindi l'unico modo per tutelare i propri pezzi è l'iscrizione alla Siae o altro organo competente (se esistesse), giusto?

  • chacondar 30/01/2013 ore 14:12 @chacondar

    A mio parere si fà molta confusione fra paternità dell'opera e tutela dei diritti connessi. La licenza CC attribuisce intrinsicamente la paternità dell'opera a chi se ne assume la responsabilità di distribuirla, "condividendo" una serie di "diritti di sfruttamento a fini non commerciali" con gli altri. La SIAE o enti simili, si occupano dello sfruttamento dei diritti (tutti, anche quelli commerciali) e quindi della "tutela" economica, connessi alle opere depositate.

  • aliprandi 30/01/2013 ore 18:25 @aliprandi

    - rispondendo a Silvio Bernardi: no, non è giusto. Bisogna innanzitutto capire cosa intendiamo per "tutela". La tutela di copyright è data in automatico dalla legge. L'iscrizione alla SIAE dell'autore o il deposito dell'opera alla SIAE in realtà sono solo inerenti alla gestione dei diritti (che sono già acquisiti automaticamente dall'autore con l'atto della creazione). Maggiori dettagli nell'articolo che trovate linkato alla fine del testo qui sopra.

    - rispondento a chacondar: in realtà alcune delle licenze Creative Commons permettono anche gli sfruttamenti di tipo commerciali (come ad esempio quella che regolamente i diritti di questa rubrica e che trovate linkata qui sopra). E a livello teorico potrebbe anche convivere con la gestione da parte di SIAE (nel senso che è il regolamento SIAE che non lo consente; basterebbe cambiarlo).

  • Pierpaolo 30/01/2013 ore 20:44 @tuesdaysbw

    Si può affermare che un'alternativa valida alla SIAE sia la firma digitale (vedi i vari Copyzero, Patamu, ecc)?

  • ugomoscato 08/02/2013 ore 09:00 @ugomoscato

    Riallacciandomi alla domanda di tuesdaysbw... e Safecreative? Questi servizi sono validi in caso di contenzioso? E' a conoscenza di "casi" nei quali sono stati utilizzati con successo?

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